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“Muori subito”. Minacce choc all’onorevole della Lega durante il raduno dei Patrioti

A Simonetta Matone è arrivata una mail in cui le si augurava di finire “gettata in un sacco della spazzatura”

“Muori subito”. Minacce choc all’onorevole della Lega durante il raduno dei Patrioti
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In poco più di un mese, la deputata leghista Simonetta Matone ha ricevuto già due minacce di morte concrete. È un clima che si fa sempre più rovente e pericoloso quello attorno alla politica, estremizzato dalle frange radicali della sinistra che stanno alzando lo scontro a un livello che non si vedeva ormai da anni. Il politico di un’altra parte visto non più come avversario da affrontare ma come nemico da abbattere, in ogni modo possibile, lecito ma anche no. Stavolta all’onorevole è arrivata una mail in cui le si augura di "morire subito" e di finire "gettata in un sacco della spazzatura".

La lettera è arrivata mentre Matone era impegnata con la Lega nella manifestazione di Milano, e dopo che Matone, in un intervento in radio, ha stigmatizzato l'estremismo e la violenza degli antagonisti, che, durante le manifestazioni di piazza, a suo giudizio, usano nascondersi dietro “false” bandiere della pace, da bruciare, per aggredire le forze dell'ordine. Viene riferito che l’onorevole presenterà una denuncia alle autorità competenti per risalire all’autore della lettera. "Ho già allertato la polizia, faccio seguito alla denuncia precedente", ha confermato lei in una dichiarazione rilasciata all’agenzia LaPresse.

"La mia piena solidarietà alla deputata Simonetta Matone, ancora una volta bersaglio di gravi minacce. Colpisce e indigna profondamente la reiterazione di episodi di odio, accompagnati da insulti che arrivano a coinvolgere anche gli affetti più cari. A Matone rivolgo la mia vicinanza, sicuro che non si lascerà intimidire. Confido che siano presto individuati i responsabili", si legge in una nota del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Anche il partito ha rilasciato una nota in cui ha parlato di “minacce vergognose, da condannare senza ambiguità. Solidarietà a Simonetta Matone. Chi usa odio e violenza non ci fermerà”.

Quando il dissenso politico scivola verso l'augurio di morte e l'insulto personale, si supera il confine della critica democratica per entrare nel terreno dell'intimidazione pura, che l’Italia troppo bene ha conosciuto in passato, con tutte le sue conseguenze.

Il riferimento macabro al sacco della spazzatura e l'invocazione di una fine immediata non sono solo parole, ma è un messaggio chiaro con l’obiettivo di silenziare chi, come l'onorevole leghista, ha scelto di denunciare apertamente le derive violente dei centri sociali e delle frange antagoniste.

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