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Nell’ex Ansaldo un polo "Lgbt" al posto dei laboratori della Scala

Nasce il centro contro tutte le discriminazioni di genere ma l’iniziativa si sovrappone ai tanti sportelli già esistenti

Nell’ex Ansaldo un polo "Lgbt" al posto dei laboratori della Scala
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Palazzo Marino si tinge sempre più di arcobaleno. Dopo il vademecum per le trascrizione degli atti per i figli di coppie gay e la decisione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per i reati di matrice omolesbobitransfobica commessi sul territorio, il Comune ha approvato il progetto del Rainbow center, un polo polifunzionale dedicato a servizi e attività di accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno e alla consulenza sulle tematiche Lgbtqia+, alla diffusione di una cultura della prevenzione e contro ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale. Il Rainbow center avrà la sua sede all'interno dell'ex Ansaldo, grazie alla nuova distribuzione degli spazi conseguente al trasferimento nel quartiere Rubattino dei laboratori del Teatro alla Scala.

Lo spazio, di 911 metri quadrati distribuiti su due piani in via Tortona 56, verrà concesso per nove anni rinnovabili per altri nove, con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento consolidato per la comunità arcobaleno. La sede verrà concessa a titolo oneroso, tramite bando pubblico (la giunta ha appena approvato le linee guida) con un canone abbattuto del 60% per associazioni senza scopo di lucro e di un ulteriore 15% per l'attivazione di servizi a favore di categorie di persone oggetto di discriminazione o esclusione. Le proposte verranno valutate da una commissione ad hoc. All'avviso pubblico, che verrà aperto nelle prossime settimane, potranno partecipare i soggetti del Terzo settore, con una comprovata esperienza e che presentino una proposta progettuale delle iniziative e attività previste.

«Con il Rainbow center vogliamo mantenere la promessa fatta sul palco del Gay Pride - spiega l'assessore al Welfare Lamberto Bertolè - e confermare l'aspirazione di Milano a continuare ad essere una città aperta, in un momento in cui una scelta del genere appare tutt'altro che scontata. Il compendio dell'ex Ansaldo, già ricco di attività e spazi frequentati soprattutto da un pubblico giovane, rappresenta il luogo ideale per insediare il Rainbow center, che si inserisce e rafforza un già consolidato sistema cittadino di contrasto alle discriminazioni».

Il centro potrà ospitare anche attività legate all'assistenza legale per le vittime di reati d'odio di matrice omobitransfobica, di spazi espositivi e per eventi pubblici.

L'iniziativa però da un lato rischia di sovrapporsi a tutte gli sportelli già attivati dal Comune per la tutela dei diritti contro ogni forma di discriminazione come, appunto, la Casa dei Diritti, il Rainbow Desk e lo Spazio Antidiscriminazioni, le Case Arcobaleno e il Piano di prevenzione e contrasto delle discriminazioni della città. La Casa dei Diritti di via De Amicis 10 è un punto di riferimento istituzionale per lo sviluppo di attività e progetti finalizzati al contrasto di ogni forma di discriminazione: sotto questo cappello si trovano altri servizi e sportelli come la protezione vititme della tratta, la Rete Antiviolenza, il Raibow desk e la Casa arcobaleno che offrono supporto alle persone LGBTQIA+.

Forse la giunta e il Pd, che già a dicembre su instagram si intestava l'iniziativa, eccede di zelo verso una problematica, forse nemmeno la più urgente per Milano, quando per il disagio giovanile, la grande emergenza di questo periodo, non dedica altrettanti spazi, energia, iniziative di prevenzione e di contrasto.

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