Oggetti smarriti a Malpensa, venduti all'asta orologi, cellulari e un paio di sci

Pienone all'aeroporto per l'asta annuale. Fra iPad, macchine fotografiche, sciarpe, occhiali e trolley pieni di biancheria, aggiudicati anche un televisore, una bici e un bauletto pieno di gioielli. Telefonini e orologi «a peso». Gli aspiranti acquirenti: ma i Rolex trovati sugli aerei non ci sono di sicuro

Oggetti smarriti a Malpensa, venduti all'asta orologi, cellulari e un paio di sci

Alla fine, dopo quasi tre ore, si capisce perché qualcuno ha voluto sedersi in prima fila senza dare segni di vita per tutta la mattinata. Si parla dell'asta degli oggetti smarriti che si è svolta all'aeroporto di Malpensa. Dove nell'ultimo anno sono stati raccolti svariati quintali di articoli (dai giubbotti agli iPad passando per occhiali, chitarre, biciclette, ombrelloni, borse, trolley, cappelli e sciarpe) il cui valore complessivo è stato valutato, per la base d'asta, in 12 mila e 590 euro.
IL PROLOGO La vendita all'incanto era stata preceduta, come da prassi, dalle due mattinate, quelle di mercoledì e giovedì scorsi, durante le quali gli interessati avevano potuto prendere visione della merce che, suddivisa in 139 lotti, era sistemata in un magazzino sotterraneo. Dove gli aspiranti acquirenti avevano potuto dare almeno un'occhiata, per esempio, ai dieci sacchetti di plastica trasparente ciascuno dei quali conteneva «60 orologi usati di varie marche e modelli», e agli analoghi 27 sacchetti contenenti «20 cellulari usati di varie marche e modelli».
LA MERCE Dall'elenco completo dei beni messi all'asta, dunque, si evince che ogni anno i più distratti fra passeggeri che transitano da Malpensa dimenticano almeno 600 orologi, 540 telefonini, 60 macchine fotografiche digitali complete di custodia, oltre 200 occhiali da sole (dei quali 45 Ray Ban, e un centinaio fra Persol, Gucci, Dolce & Gabbana eccetera), una decina di penne, sei passeggini, un televisore Sony a schermo piatto nuovo di zecca, un monopattino, 14 iPad, una quarantina di computer portatili (fra i quali un Olivetti da museo), una tenda da campeggio, un paio di sci, un monopattino eccetera eccetera. E che, sempre i viaggiatori più distratti, hanno seminato a Malpensa (o sugli aerei o sugli autobus) alcune centinaia fra borse, borsette, borsoni, marsupi, zaini, trolley, valigie e contenitori di altra foggia nei quali si trovavano indumenti nuovi e usati della più svariata origine geografica e dal valore indeterminato. Oltre a circa 200 «capispalla» (giubbotti, giacche e cappotti) e un numero indeterminato di sciarpe, cappelli, cinture, libri, souvenir, quadri, stampe eccetera eccetera.
A parte gli iPad, che sono messi all'asta singolarmente, il resto della merce è suddivisa in lotti che mai potrebbero interessare chi volesse comprare un determinato oggetto. Le Anche le macchine fotografiche reflex e i pc vengono proposti rispettivamente a coppie e a tre a tre. Il lotto 16 è costituito da «3 scatole contenenti cappelli nuovi e usati di vario genere», il 27 da «5 scatoloni contenenti sciarpe e pashmina», il 28 da «13 borsoni contenenti scarpe varie usate e uno scatolone contenente scarpe usate varie».
SOSPETTI Durante il sopralluogo i più esperti fra gli aspiranti acquirenti, armati di una copia dell'elenco completo, hanno potuto valutare la merce, scegliere i lotti di loro interesse e prepararsi alla competizione cominciando a prevedere la cifra oltre alla quale avrebbero lasciato ad altri l'oggetto dei loro desideri. Aspettando di entrare nel magazzino del sopralluogo, qualcuno si lascia andare a riflessioni ispirate al classico detto andreottiano «a pensare male...». E così si sprecano i commenti sul personale di Malpensa che sicuramente si è accaparrato «a monte» i pezzi più pregiati. «Figurati se i Rolex li mettono all'asta». «Stessa cosa per gli iPhone e gli altri smartphone più belli». «Ai cellulari andranno sostituite le batterie. E poi saranno tutti bloccati». Peccato che per i veri esperti cambiare il codice «imei», il numero identificativo dei telefonini, sia quasi un gioco da ragazzi. Comunque, quel che è certo è che gli oggetti smarriti possono essere messi all'asta solo dopo 13 mesi dalla registrazione del loro rivenimento. E che è impossibile sapere che cosa avvenga prima dell'eventuale registrazione.
I PERSONAGGI Ma chi sono i frequentatori di aste? È un'umanità variegata e decisamente multietnica a stragrande maggioranza maschile, con gli stranieri interessati quasi esclusivamente all'abbigliamento e ai cellulari venduti a peso, gli italiani divisi in due gruppi: i giovani si concentrano su macchine fotografiche di pregio e tablet, i più anziani si mettono in concorrenza con gli immigrati sull'ampio fronte delle valigie, dei vestiti e degli accessori. In poche parole titolari di negozi dell'usato e di banchetti dei mercatini, gente esperta nell'arte della vendita, fanatici del riciclo e delle riparazioni, uomini e donne (pochissime) che per necessità o per passione cercano di salvare da fine prematura oggetti che hanno già avuto una vita e che possono averne un'altra.
VINCITORI E VINTI All'asta prendono parte più o meno attivamente circa 500 persone che riempiono una grande sala della zona partenze del terminal 2, quello vecchio. I 150 posti a sedere sono tutti occupati, altre 300 persone si accalcano in piedi. Qualcuno si lamenta del battitore, che aspetta troppo ad assegnare i lotti. Fatto sta che gli iPad, proposti a 180 euro vengono venduti a prezzi variabili dai 270 e i 380 euro. I sacchetti da 20 cellulari partono da 80 euro e sono battuti a un prezzo che va dai 280 ai 400 euro. Il tv Sony, proposto a 40 euro viene aggiudicato a 270 euro. Il «blocco» di sei passeggini e seggiolini per auto partiva da 50 euro e arriva a 130. I dieci sacchetti da 60 orologi ciascuno partivano da 70 euro e arrivano a 400/520 euro. Le coppie di macchine fotografiche reflex partivano da 80 euro e arrivano a 540/580. Il record di incremento della base d'asta spetta al lotto 14, i cui tre borsoni pieni di scarpe erano offerti a 30 euro e in meno di un minuto decuplicano il prezzo: aggiudicati a 300 euro. Le 45 paia di Ray Ban venivano offerte a 130 euro e vengono «battute» a 800.
FINALE A SORPRESA Aggiudicati trolley pieni di vestiti, sacchetti di orologi e cellulari, scatoloni di occhiali e mp3, cartoni pieni di piastre per capelli, phono, rasoi e ferri da stiro e tutto il resto, il pubblico dei curiosi e dei delusi via via si dirada mentre gli acquirenti si mettono in coda per pagare e gli irriducibili delle prime file restano seduti al loro posto, dal quale per tutto il tempo non hanno mosso un dito. Intorno a mezzogiorno, dopo tre ore di asta, si arriva al lotto 138, il penultimo. Il battitore legge: «bauletto color argento contenente bracciali, collane, anelli, orecchini, circa 500 grammi di materiale di colore bianco e giallo e due orologi». Qualcuno chiede se è oro e il battitore risponde: «Chi ha visionato la merce ha potuto farsi un'idea». Si parte da 800 euro e dopo qualche rilancio che giunge sia dalle persone sedute che da quelle in piedi si arriva tremila euro. A quel punto un anziano in pullover grigio seduto in prima fila alza il braccio destro e il battitore dice «tremila e cento». Da quel momento l'anziano ripete impassibile il suo gesto meccanico alternando i suoi rilanci con quelli di tre o quattro competitori che resistono fino a cinquemila. Poi comincia il duello con un agitato quarantenne che indossa una t-shirt bianca. L'anziano in prima fila alza il braccio destro, il battitore dice «seimila e duecento» e il concorrente desiste. L'ultimo lotto, tre scatole di bigiotteria, parte da 120 euro e arriva a 900: come un premio di consolazione.

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