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Ombre sulle mascherine, FdI: "Fare luce sui 500mila euro donati dalle comunità islamiche"

Il caso sollevato dal Giornale sul legame tra le donazioni per il Covid e la comunità islamica finisce ufficialmente sotto la lente della Commissione d’inchiesta

Ombre sulle mascherine, FdI: "Fare luce sui 500mila euro donati dalle comunità islamiche"
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Il caso sollevato da Il Giornale sul legame tra donazioni per il Covid e comunità islamica finisce al vaglio della commissione d’inchiesta. A intervenire è la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Covid: ''Continuano ad emergere fatti inquietanti sul giro di mascherine e soldi durante la pandemia. Stavolta, grazie a un'inchiesta pubblicata su Il Giornale, si scopre di una lauta donazione in denaro, di 500 mila euro, nonché di 100 mila mascherine per gli ospedali da parte dell'Ucoii, cioè l'Unione delle comunità islamiche in Italia”.

Questo dopo che abbiamo evidenziato come in meno di due mesi l’Unione delle comunità islamiche, con a capo il volto della Flotilla Yassine Lafram, in meno di due mesi abbia raggiunto quelle cifre. Per questo Buonguerrieri aggiunge che “occorre fare chiarezza, perché sorgono delle domande: come e a chi precisamente è stata dirottata l'importante cifra di denaro? Esiste una rendicontazione di questi soldi e di queste mascherine? Sono domande su cui la commissione d'inchiesta sul Covid, su impulso di Fratelli d'Italia, cercherà di far luce''.

A intervenire anche il deputato di FdI e membro della commissione difesa Mauro Malaguti: “Mentre la Commissione d’inchiesta continua a evidenziare ombre sulla vicenda della gestione Covid, emerge dall’articolo di oggi de “Il Giornale” che c’era un solido legame tra il governo Conte 2 e la comunità islamica durante la pandemia. In quel periodo l’Ucoii era particolarmente attiva sul versante pandemico con diverse raccolte fondi promosse dall’Unione delle Comunita Islamiche e dalle moschee. Come ha riportato infatti il sito Arabnews, in un articolo del 14 maggio 2020, citato dal quotidiano, le ‘comunità musulmane in Italia sono state elogiate per la loro generosità durante la crisi del coronavirus, avendo donato oltre 500.000 euro in denaro e aiuti alimentari dall’inizio dell’epidemia’. Come sono stati impiegati questi fondi? Dove sono stati rendicontati? Questo è un altro quesito a cui Conte dovrebbe dare una risposta onde fugare le nuvole che si addensano in Commissione”.

A incalzare una risposta ance il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Massimo Ruspandini: "Vorremo sapere come sono stati impiegati i fondi che l'Unione delle comunità islamiche ha raccolto e donato all'Italia dal momento che sul punto non c'è alcuna rendicontazione”. Così come il deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone: “L'ex presidente dell'associazione Yassine Lafram, che ha incontrato personalmente l'allora Ministro, risulterebbe collegato a Mohammad Hannoun, indicato dagli inquirenti come figura di vertice di Hamas in Italia. Inoltre, l'attuale presidente Yassine Baradai comparirebbe nei "Qatar Papers" in relazione a lettere di raccomandazione firmate da Yusuf al Qaradawi, leader spirituale dei Fratelli Musulmani. È fondamentale accertare se soggetti che avrebbero espresso posizioni radicali o che risulterebbero vicini a organizzazioni come Hamas abbiano goduto di un accreditamento politico privilegiato. Presenteremo una nuova interrogazione parlamentare per fare piena luce su questi fatti".

Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini “le notizie emerse e riportate da Il Giornale sulla gestione delle donazioni e sui rapporti tra istituzioni e rappresentanti della comunità islamica durante l’emergenza COVID-19 impongono chiarezza. Durante la pandemia sono stati raccolti ingenti fondi e distribuiti dispositivi sanitari. È necessario accertare con precisione modalità di raccolta, gestione e destinazione delle risorse. I rapporti tra istituzioni e associazioni devono avvenire nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, tracciabilità e responsabilità pubblica.

Chiediamo all’ex premier Conte che vengano rese disponibili tutte le informazioni utili e che, ove necessario, si proceda con verifiche puntuali da parte degli organi competenti, come sta già facendo con il suo lavoro certosino, la commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia. La fiducia dei cittadini si tutela solo con la massima trasparenza”.

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