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Ore 19,30: via alla Ztl. Ma si solleva la protesta

Ieri il sit-in promosso da FdI in piazza Minniti. Contrari i titolari di locali: "Perderemo il lavoro"

Ore 19,30: via alla Ztl. Ma si solleva la protesta
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La protesta si è sollevata all'orario deciso (imposto?) dalla giunta per varare l'ennesima Ztl non gradita: alle 19.30 di ieri è scattata l'estesa Ztl all'Isola. Vietato entrare in auto nella zona compresa fra le vie Farini, Borsieri, Pollaiuolo e Melchiorre Gioia dalle 19.30 alle 6 del mattino. Ma fino a giugno non ci saranno multe, solo il controllo dei passaggi con le telecamere.

Un provvedimento, quello della zona vietata alle auto, che nei proclami di Palazzo Marino è a favore di residenti, per garantire loro tranquillità nelle ore serali. Ma che molti percepiscono come «una politica contro il lavoro» e che «porterà alla chiusura di molti esercizi commerciali». Ne è certo Riccardo De Corato, ex vicesindaco e deputato di Fratelli d'Italia, che ieri si è presentato al presidio di protesta con largo anticipo. «Un'altra Ztl vergognosa che si unisce alle altre che hanno disastrato Milano. Se il centrosinistra perderà alle prossime elezioni, toglieremo tutte le Ztl. Non c'è bisogno di fare cassa in questo modo ma di ascoltare le richieste dei residenti: chi vive a Milano vuole sicurezza e chi lavora chiede di poter continuare a farlo».

Altri temono lo spopolamento di questa zona che si è animata, negli anni, grazie ai numerosi locali e al fermento da movida. «Ztl no, grazie!. Presidio contro la follia dell'Isola» è scritto sui volantini. Ritrovo in piazza Minniti, una piazza che ha una storia di ribellione incisa sul selciato (25 anni fa fu demolito il palazzo storico per anni okkupato dal centro sociale Il Cantiere, altra epoca, altra storia).

I titolari dei locali hanno già chiesto a Palazzo Marino di posticipare almeno alle 22 il divieto «come è stato fatto all'Arco della Pace per consentire gli aperitivi» ma il Comune si è mostrato irremovibile.

Il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri che ha perorato più volte la causa in assessorato aveva stimato in «113 gli operatori della zona contrari a una Ztl così estesa impattante, oltre il 76% dei pubblici esercizi. Applicandola si rischia la desertificazione commerciale di un quartiere vivo».

Al presidio ieri c'erano gli esponenti milanesi di Fratelli d'Italia, Simone Orlandi e Deborah Dell'Acqua: «La sperimentazione che parte stasera (ieri per chi legge) è l'ennesima scelta ideologica di chi governa Milano, senza ascoltare e senza confrontarsi con il territorio. Questa amministrazione Milano non la vive: la impone».

E ancora: «La giunta ci dice che il provvedimento è utile a ridurre traffico e rumore, ma colpisce proprio la sera, quando il quartiere vive e quando lavorano ristoranti e attività. Questa non è una misura neutra: penalizza chi lavora. Meno accesso significa meno persone e meno lavoro. A pagarne il prezzo sono commercianti, lavoratori e residenti». Non solo. Fra i tanti giovani che si ritrovano nei locali per scambiare due chiacchiere con gli amici davanti a una bibita c'è chi cambierà quartiere: «Abitiamo a Precotto - dicono due studenti - e la sera la metropolitana chiude presto. Senza auto abbandoneremo l'Isola». Già, i mezzi pubblici non potenziati. Che sarebbero indispensabili a quella fetta di residenti costretta a muoversi in città che, per età e condizioni, non può nè pedalare nè camminare. Sulla stessa linea il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, Riccardo Truppo: «Siamo di fronte all'ennesima decisione calata dall'alto, senza un reale confronto con cittadini e attività economiche.

Il rischio è costruire una città sempre più chiusa». Orlandi e Dell'Acqua hanno concluso che questa «non è solo una battaglia dell'Isola, ma per tutta Milano. Basta a decisioni contro i cittadini: Milano è dei milanesi».

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