Leggi il settimanale

"Organizzare l’opposizione al governo Meloni". Askatasuna dopo lo sgombero prepara la lotta

L'università di Torino ha concesso gli spazi al centro sociale per l'assemblea contro il governo Meloni "nell’urgenza di agire collettivamente per invertire il senso di marcia"

"Organizzare l’opposizione al governo Meloni". Askatasuna dopo lo sgombero prepara la lotta
00:00 00:00

Domani a Torino gli antagonisti cercheranno di riaprire il capitolo Askatasuna con l'assemblea nazionale che si terrà in una delle sedi principali dell'Università degli Studi di Torino. Già questo potrebbe rappresentare un elemento di critica, in quanto un edificio pubblico viene messo a disposizione di un centro sociale noto per la sua violenza per un'assemblea che si pone come obiettivo quello di arrivare a un corteo nazionale che presenta già criticità per la sicurezza.

"A seguito di un positivo confronto instauratosi nei giorni scorsi, nei quali l'Ateneo ha ribadito la ferma condanna circa azioni violente e illegali, ma altrettanto ha riaffermato il proprio ruolo di luogo di dialogo e libero confronto democratico per tutta la propria comunità, è giunta richiesta formale di autorizzazione per l'uso di un'aula per l'assemblea del 17 da parte delle rappresentanze di Cua, Studenti indipendenti, Cambiare Rotta, Fgc, Coordinamento antifascista universitario", hanno dichiarato la rettrice Cristina Prandi e il prorettore Gianluca Cuniberti dell'Università di Torino. Parole che sono suonate critiche anche al segretario generale del sindacato di polizia Siulp Torino, Eugenio Bravo che sottolinea come sia noto "che questi gruppi abbiano spesso adottato modalità conflittuali e lontane dal dialogo democratico, individuando costantemente un nemico politico e sociale. E quel nemico, in primis, sono sempre state le forze dell'ordine".

Superando questo scoglio, si resta la criticità di un'assemblea che negli intenti normalizza le occupazioni abusive, i blocchi stradali e ferroviari, tra le altre cose, che si tiene all'interno di uno spazio universitario in maniera ampiamente pubblicizzata. "Sgomberare Askatasuna ha significato fare una prova di forza, una sorta di castigo esemplare per chi ha respirato aria fresca nei blocchi delle stazioni e dei porti, per chi ha fatto sciopero e ha visto che ha funzionato, per chi ha pensato insieme siamo più forti. Ha significato colpire una città, Torino, che di resistenza è simbolo ma anche di pesante crisi, industriale ed economica", scrivono gli antagonisti. Parlano di governo "nemico del popolo" e si pongono come soggetto politico quando rilanciano: "Insieme, indipendentemente da sigle, strutture o organizzazioni, uniti nell’urgenza di agire collettivamente per invertire il senso di marcia".

L'auspicio di Askatasuna è che "questa assemblea possa costituire uno dei tanti spazi in cui organizzare l’opposizione al governo Meloni: contro la crisi sociale, contro la guerra e contro il genocidio in Palestina". È una dichiarazione di intenti chiara quella di Askatasuna, per la chiamata alla lotta, che altre sigle legate alla sinistra radicale hanno già affermato di voler usare per "destabilizzare" il Paese contro il governo Meloni.

All'assemblea di domani ha annunciato la sua presenza anche una delegazione del centro sociale milanese Leoncavallo, sgomberato ad agosto, proponendo "Una piattaforma di idee e proposte collettive che costituiscano la base delle lotte future non solo per uno sparuto gruppo di militanti ma per l'intero Paese".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica