Nel Giorno del ricordo dall’immane tragedia dei massacri delle foibe, il deputato alla Camera per il Partito Democratico, Piero Fassino, mostra di avere un pensiero nettamente diverso da una certa sinistra.
“Storia a lungo ignorata”
“22 anni che hanno via via accresciuto nell’opinione pubblica la conoscenza e la consapevolezza di una pagina di storia a lungo ignorata e spesso negata”: inizia così il pensiero di Fassino che già in passato ha definito inaccettabile ogni forma di negazionismo.
L’attacco alla sinistra
Il politico sottolinea che “sul dramma delle foibe e l’espulsione degli italiani dalle terre orientali ha pesato, per troppo tempo, una doppia rimozione di chi, a sinistra, per ragioni ideologiche o di realpolitk ha teso a ridurre foibe ed esodo alle inevitabili conseguenze di una guerra perduta”, scrive sulle pagine de L’Altravoce.
Fassino, nel suo pensiero, prende anche di mira chi, a destra, avrebbe “usato strumentalmente il dramma delle foibe e dell’esodo per rimuovere l’aggressione bellica del regime fascista alla Jugoslavia”.
Il Giorno del ricordo
Da questa premessa, il parlamentare dem spiega che con la Giornata del ricordo “si è voluta superare quella contrapposizione, chiamando tutti gli italiani a un momento di condivisione di una tragedia che appartiene alla storia nazionale e che tutti gli italiani devono sentire come propria”.
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Il Treno del Ricordo, un convoglio storico, viaggia per tutta l’Italia per raccontare la verità ma soprattutto, appunto, per ricordare. Le foibe non possono e non devono cadere nell’oblio. Nella sua lunga lettera, Fassino ricorda con dolore cosa accadde lungo il confine orientale nel 1945 e negli anni dell’immediato dopoguerra “quando sugli italiani che da generazioni vivevano in quelle terre si abbatté la furia vendicativa di popolazioni slovene e croate che avevano subìto la violenza dell’occupazione fascista”.
Il dem ripercorre poi alcuni momenti storici: dall’espulsione di massa nel 1945 dei tedeschi dai Sudeti e dall’oltre Oder polacco alla violenza subìta dal popolo Balcanico 30 anni fa.
“Tragedie che ci ammoniscono a mai dimenticare che pulizia etnica, deportazioni di massa, annientamento violento delle minoranze sono aberrazioni che negano il diritto di ogni popolo e di ogni persona a vivere la propria identità senza costrizione e senza paura”.