Parlamentari e ministri: ecco i loro redditi

Dai 4,5 milioni di euro di imponibile del Cav ai 178mila di Brunetta. Grasso batte la Boldrini. Grillini nullatenenti

Dai 4,5 milioni di euro di Silvio Berlusconi ai 178mila euro di Renato Brunetta. Ma non solo. Spulciando i redditi dei parlamentari e dei ministri emergono curiosità di rilievo. Il presidente del Senato Pietro Grasso, per esempio, supera Laura Boldrini: infatti il primo ha denunciato al fisco 176.499 euro per il 2012, mentre l'ex funzionario dell'Onu 100.618 euro. Il leader di Forza Italia (che nel 2011 aveva denunciato un imponibile di 35,4 milioni di euro) nel 2012 ha un reddito di 4,5 milioni di euro. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, denuncia 98.471 euro, ma possiede un appartamento, un box e due porzioni di fabbricati. Angelino Alfano ha dichiarato redditi imponibili per 105.186 euro; il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha dichiarato 282.499 euro, Beatrice Lorenzin 98.471 euro. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha dichiarato 110.603 euro; quello dell'Istruzione, Stefania Giannini, 117.472 euro. Tra i capigruppo il più povero di tutti, nullatenente, è il grillino Giuseppe Brescia.

I più ricchi

Oltre a Silvio Berlusconi (che si conferma il più ricco), tra i parlamentari più ricchi spiccano invece Antonio Angelucci, deputato di Forza Italia, imprenditore ed editore di Libero, il cui reddito imponibile nel 2012 è stato di 4.372.068 euro. Tra i paperoni della Camera c’è il deputato dei Popolari per l’Italia Gregorio Gitti con un reddito imponibile di 3.426.455 euro. Attivissimo in borsa con ben 36 partecipazioni societarie, le maggiori in Intesa San Paolo, A2A, Banca Popolare di Milano, Enel, Eni, Fiat, Mittel, Seat Pagine Gialle, Gitti ricopre anche diverse cariche: è presidente di 24/7 Finance, Lombardia Lease Finance, Metalcom Spa, Ubi Finance 2 srl e Ubi Finance 3 srl, Chiesa Colani Investment Circle Sa e Cooperativa Luigi Bazoli. Supera il milione di euro di reddito imponibile anche Yoram Itzhak Gutgeld, deputato del Pd ed economista israeliano molto vicino a Matteo Renzi. Nel Pd supera il milione anche Giampaolo Galli, ex direttore generale di Confindustria, con 1.321.436 euro. E tra i paperoni c’è anche Mario Borghese, eletto all’estero con il Maie e iscritto al gruppo Misto: nel 2013 ha dichiarato 1.163.694 euro. Un reddito nella media dei parlamentari ma parecchie azioni in borsa invece per Renato Balduzzi di Scelta civica che dichiara ben 39 partecipazioni societarie: da Telecom Italia e Generali, da Intesa Sanpaolo e Unicredit, da Eni a Enel a Banca Carige. Alberto Bombassei, presidente della Brembo, è pure lui fra i più ricchi parlamentari. L’industriale, che nei giorni scorsi ha lasciato la presidenza di Scelta Civica, ha dichiarato per il 2012 un reddito lordo di 845.813 euro, versando all’erario 354.658 euro. Dalla dichiarazione consegnata alla Camera risulta che Bombassei possiede più di 37,7 milioni azioni Brembo, detenute attraverso la Nuova Fourb di cui ha il 40% di usufrutto. Inoltre, detiene, circa 7,4 milioni di azioni Ntv e 7 auto storiche, fra cui una Jaguar del 1937. Bombassei è un appassionato di auto storiche, oltre ad una Jaguar del 1933 possiede una Jaguar del ’55, una del ’72 e tre Mg (del ’54, del ’58 e del ’74). Fra le automobili moderne, lo appassiona solo la Nuova Cinquecento, di cui possiede un esemplare recente. Bombassei è anche proprietario di un super-yacht ’Navetta 33’. Tornando alle proprietà in azioni, Bombassei possiede 198 mila azioni della Kilometro Rosso Spa, 104 mila azioni della Motor Quality Srl, una quota dell’1,92% della Next Srl, di cui ha il 58,16% di usufrutto. Bombassei è anche titolare del 60% della FinbomiA.Bombassei Sas e del 10% della 18 Settembre Srl.

I redditi dei ministri

Della squadra di Matteo Renzi a Palazzo Chigi sono disponibili le dichiarazioni patrimoniali di alcuni fra i suoi ministri. Il titolare del dicastero dell’Ambiente Gianluca Galletti dichiara 134.453 euro, mentre Roberta Pinotti, ministro della Difesa, dichiara un imponibile di 110.603. Tra i due si pone, con 117.472 euro, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Seguono il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, con 102.383 euro e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio con 97.492 euro. La mamma Gardenia, la sorella e una moto Bmw del 1979 nella dichiarazione dei redditi 2013 di Dario Franceschini. Il ministro della Cultura, secondo quanto riporta il bollettino di Montecitorio, nel 2012 ha guadagnato 200.861 euro e ha sostenuto spese elettorali pari a 2.258 euro.

Cinque Stelle

Sono molti i deputati dei 5 Stelle che nel 2013 non hanno presentato la dichiarazione dei redditi. I grillini sono i deputati con i redditi complessivamente più bassi e tra di loro molti, prima di entrare in Parlamento, non guadagnavano nemmeno un euro. Tra questi anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Mentre Alessandro Di Battista, uno dei leader del movimento, dichiara di aver guadagnato solo 3.176 euro.

La famiglia Bossi

Il fondatore della Lega Umberto Bossi ha denunciato 172 mila 783 euro per l’anno fiscale 2013. Il Senatùr ha 4 terreni e un fabbricato a Gemonio in comproprietà con la moglie Manuela Marrone. L’ex segretario del Carroccio, ora deputato, non ha auto a lui intestate, né azioni o quote di società e non ha sostenuto nessuna spesa elettorale per le ultime politiche. Marrone, invece, oltre ai 4 terreni e al fabbricato in comproprietà con il marito, possiede al 100% 2 fabbricati e 5 terreni nel Brenta, in provincia di Varese, e un terreno sempre a Gemonio. Lady Bossi guida dal 2007 una Panda. Roberto, il figlio del Senatùr (secondo la dichiarazione relativa ai figli consenzientì) possiede una Daimler Chrysler immatricolata nel 2005. Non ’celibè ma ’liberò, preferisce scrivere così Alessandro Di Battista nella sua dichiarazione dei redditi 2013. Secondo il bollettino pubblicato da Montecitorio diversi rappresentanti di spicco del Movimento nel 2012 non hanno percepito un reddito imponibile, come nel caso del vicepresidente Luigi Di Maio, oppure hanno presentato una dichiarazione dei redditi in ’biancò come nel caso del presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico.

I capigruppo

Lorenzo Dellai è il capogruppo "Paperone" della Camera mentre Giuseppe Brescia è quello più povero. Il presidente dei deputati dei Popolari per l’Italia ha dichiarato 193.299 euro. E il presidente dei Pentastellati non ha presentato nel 2013 la denuncia dei redditi ma risulta proprietario solo di una Renault Modus. Dellai è seguito da Andrea Romano, capogruppo di Scelta civica, che ha denunciato un imponibile di 186.095 euro. A ruota Renato Brunetta di Fi con 178.756, Giancarlo Giorgetti della Lega con 133.907 euro, Pino Pisicchio presidente del gruppo Misto con 129.758 euro, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia con 106.944 euro, Nunzia De Girolamo del Ncd con 98.471 euro, Roberto Speranza del Pd con 35.895 euro e Gennaro Migliore di Sel con 20.124 euro.

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