Leggi il settimanale

Via Paruta, moschea fuorilegge. La Lega: "Stop al ghetto arabo"

Sardone: "Ci sono già due strutture, più lo stabile comunale di via Esterle usato abusivamente senza messa in sicurezza"

Via Paruta, moschea fuorilegge. La Lega: "Stop al ghetto arabo"
00:00 00:00

Rispunta la moschea abusiva di via Paruta 62, nel cuore martoriato di via Padova e Palazzo Marino continua a fare finta di niente. Silvia Sardone, vicesegretario nazionale e consigliere comunale, Samuele Piscina, segretario provinciale e consigliere, insieme ai municipali Vanessa Ragazzoni e Luigi Bragonzi, non ci stanno e tornano all'attacco dopo l'ennesimo sopralluogo in quel capannone trasformato in luogo di culto senza alcuna autorizzazione. Da mesi i residenti segnalano l'abuso, da quando cioè sono partiti i lavori mai autorizzati: sono state accertate le irregolarità, lo stesso Comune di Milano ha dichiarato nero su bianco che lì non può nascere un centro di preghiera, eppure tutto tace. Ma allora perché Milano non smette di stupire per la sua arrendevolezza e Beppe Sala continua a fare orecchie da mercante ma si limita a carte bollate e a zero interventi concreti?

«I cittadini della zona sono particolarmente allarmati: hanno persino segnalato i richiami alla preghiera risuonare nel quartiere», proseguono Sardone e compagnia. Il muezzin che echeggia tra i palazzi, i volantini con gli orari delle funzioni distribuiti senza vergogna, i fedeli che entrano e escono come se fosse tutto regolare. «Con un'arroganza insostenibile questa comunità ha trasformato lo spazio in moschea, un luogo assolutamente non sicuro e totalmente fuori dalle regole. Non lo nascondono neppure: chiunque passi può vedere i fedeli».

E le domande scomode arrivano puntuali: «Chi predica in questa moschea? Chi frequenta questo luogo? Ci sono evidenti rischi per la sicurezza se non si interviene». Domande che Palazzo Marino evita accuratamente di porsi. Perché scomodare la realtà quando si può predicare l'inclusione a senso unico?

Intanto il degrado avanza: «Ci sono già due moschee attive in questa zona, oltre all'edificio di via Esterle che viene già usato irregolarmente per la preghiera, senza che siano stati eseguiti i lavori necessari per la messa in sicurezza dello stabile comunale». Un immobile pubblico lasciato marcire, mentre si tollera l'abusivismo privato.

«Il Comune di Milano che fa? Assolutamente nulla: ha preso atto delle irregolarità ma non va oltre. Ormai ha deciso che l'area di via Padova debba diventare un ghetto islamico», accusano senza mezzi termini i leghisti. E concludono con un appello al vetriolo: «Ci aspettiamo che Palazzo Marino si svegli finalmente: è incredibile quanto sia succube delle comunità islamiche in città».

Via Paruta 62 è il simbolo perfetto di una Milano che perde pezzi ogni giorno.

Per i milanesi, quelli che pagano le tasse e vivono il quartiere è ora di sigillare i locali non a norma e restituire dignità alle periferie. Altrimenti, il ghetto islamico non sarà solo un rischio: sarà la realtà quotidiana. E la colpa sarà tutta di chi, da anni, guarda dall'altra parte.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica