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Pd in caduta libera: gli elettori non si fidano più del partito

Il sentiment sulle primarie del PD è inferiore rispetto a quello dei candidati: ennesima sconfitta di un partito alla deriva senza idee e senza base

Pd in caduta libera: gli elettori non si fidano più del partito

Partito democratico in affanno: le elezioni regionali non hanno fatto altro che confermare la scarsa fiducia degli elettori nel partito guidato di Enrico Letta. Il centrodestra ha espugnato il Lazio dopo anni di dominio della sinistra: ora le due principali regioni del Paese sono guidate dalla coalizione di governo, un risultato che non si vedeva da tempo. Un ulteriore segnale di allontanamento della base dal Partito democratico è il sentiment relativo alle primarie elaborato ricerca realizzata da Spin Factor, società specializzata nella consulenza strategica politica e istituzionale, tramite Human, la propria piattaforma di web e social listening sviluppata con algoritmo a base semantica italiana, in esclusiva per Adnkronos sulle primarie Pd. La ricerca è stata condotta prendendo in considerazioni le conversazioni social avvenute nella settimana dal 10 al 16 febbraio.

Il sentiment degli elettori è più basso dei candidati

Infatti, il sentiment generale degli elettori sulle primarie del Partito Democratico è molto più basso rispetto ai candidati: il dato positivo si ferma al 21.52%. Gli elettori, evidentemente, non si riconoscono più nella linea del Partito democratico, sempre più decentrata verso una sinistra d'élite piuttosto che verso il popolo. Una scelta portata avanti da Enrico Letta negli ultimi anni con battaglie ideologiche, che non fanno presa sulla base elettorale reale, che chiede risposte concrete ai problemi di tutti i giorni. La sconfitta schiacciante alle elezioni politiche dello scorso settembre e quella delle recenti regionali sono il sintomo di un malessere diffuso, acuito anche dalla criticata scelta degli alleati da parte del partito, fatta senza logica politica ma con la mera ragione del risultato elettorale. Un atteggiamento che ha portato alla caduta libera del partito, che ora avrà molte difficoltà a ricostruire una base solida.

La politica ancora appannaggio degli uomini

La ricerca Spin Factor effettuata tramite Human evidenzia anche un altro dato importante: a parlare del Pd e delle primarie sono soprattutto gli uomini, a dimostrazione, ancora una volta, del fatto che tra l'ideologia e i proclami di uguaglianza e femminismo esiste un abisso, attualmente incolmabile per il Pd, considerando le percentuali: le discussioni analizzate provengono per l'87.81% dagli uomini e per il restante 12.19% dalle donne.

Bonaccini è in testa rispetto agli altri candidati

Puntando il focus sui candidati, invece, si evidenzia come il sentiment positivo più elevato in assoluto è quello di Stefano Bonaccini, che ottiene il 32.21% del gradimento, contro il 27.05% di Elly Schlein. Più in basso ci sono Gianni Cuperlo con il 24.28% e Paola De Micheli con il 22.81%. Tutti i candidati, come emerge dalla ricerca, hanno un sentiment positivi o maggiore rispetto al partito: un dato sul quale il prossimo segretario, chiunque sia, dovrebbe riflettere. Anche se le premesse non sembrano essere quelle di un radicale cambiamento di rotta per il Pd.

Meloni batte Letta tra i nomi più citati

Ma c'è anche un altro dato allarmante per il partito del Nazareno. Dall’analisi semantica sulle discussioni social relative alle primarie Pd emerge che il più citato è Bonaccini col 13.54%, seguito dalla Schlein col 6,80%. È interessante notare che nella classifica compare il premier, Giorgia Meloni col 3,69%, addirittura davanti al segretario dimissionario del Pd Enrico Letta col 3,37%.

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