Interni

Pos, tetto al contante e reddito: così la Meloni smonta le fake news della sinistra

Primo appuntamento della Rubrica "Gli appunti di Giorgia" per la Meloni, che in un video social ha affrontato i principali temi della settimana di governo

Pos, tetto al contante e reddito: così la Meloni smonta le fake news

Dopo aver lanciato un post criptico sui social, lanciando "gli appunti di Giorgia" il presidente del Consiglio si è presentato a sorpresa in diretta su Facebook per il primo appuntamento della rubrica. Quello su cui si sono interrogati molti, infatti, è stato spiegato dallo stesso premier, che nel video esordisce: "Mi chiedono spesso perché io giri sempre con un quaderno d'appunti tipo questo. Scrivo quello che devo fare, ricordare e che penso. Scrivo risposte a domande che leggo, contenuti di cose che penso. In questi quaderni c'è il mio lavoro". Una risposta ai tanti dubbi emersi nelle ultime ore, ai quali Giorgia Meloni ha dato una risposta: "Siccome non ho problemi a condividere il mio lavoro, ho deciso di aprire il mio quaderno di appunti in una rubrica che vorrei fosse settimanale". Al centro del primo appuntamento il tetto dei contanti, il pagamento col pos e il reddito di cittadinanza, tutti elementi presenti nella manovra di bilancio, ma anche Ucraina e lotta alla mafia.

Tetto dei contanti e pagamento col pos

Il premier ha sconfessato in poche parole quanti, negli ultimi giorni, l'hanno accusata di favorire l'evasione fiscale con l'aumento del tetto dei contanti a 5mila euro. "Il tetto al contante sfavorisce la nostra economia, siamo in un mercato europeo, il tetto ha senso solo se ce lo hanno tutti. In Europa ci sono tanti diversi tetti al contante, e nazioni che non ce l'hanno. La Germania non ha un tetto al contante, l'Austria che confina con l'Italia nemmeno. Chi ha contante da spendere preferisce andare a farlo in altre nazioni", sottolinea il premier, che poi fornisce un dato statistico: "Non tutti forse sanno che l'anno in cui c'è stata meno evasione fiscale è stato il 2010", quando "il tetto al contante era 5mila euro. Più fai salire il tetto al contante meno favorisci l'evasione".

Per quanto concerne il pagamento con il pos, pr il quale è stato reintrodotto un limite per l'obbligatorietà, Giorgia Meloni spiega perché il governo ha deciso di andare in questa direzione. "Sull'obbligo di Pos ci si dice che vogliamo impedire di pagare con il bancomat per favorire l'evasione. Il governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare pagamenti elettronici per piccoli importi. Fino a 60 euro non vorremmo obbligarli", spiega il premier, che comunque sottolinea come il limite di 60 euro sia puramente indicativo. Infatti, come ha riferito oggi il premier, "vedremo come andrà a finire l'interlocuzione con la Commissione europea. Ma l'obbligo per importi così bassi incide tantissimo sui commercianti". Il premier ha spiegato che "la moneta elettronica è un servizio privato che ha un costo, che è a carico dell'esercente. L'obbligo per importi molto bassi incide tantissimo sui commercianti. Se posso dare loro una mano lo farò".

Reddito di cittadinanza

Immancabile un passaggio della Meloni sul reddito di cittadinanza, per il quale il governo sta studiando un piano di uscita. "Non vogliamo mantenere le persone in condizione di povertà con il Reddito di Cittadinanza, vogliamo aiutarle a trovare lavoro", ha spiegato il premier, che poi ha aggiunto: "Il lavoro porta ovunque, il reddito di cittadinanza ti tiene dove sei, non c'è scampo". E poi, commentando il video di un programma di approfondimento Mediaset in cui una donna si lamentava della stretta, spiegando che in questo modo il governo la spingeva a rubare, la Meloni ha spiegato: "Tra percepire il reddito e rubare un'opzione di andare a lavorare forse dovresti prenderla in considerazione. Più percepirai il Reddito più sarai povero e difficile da inserire nel lavoro. Voglio regalare la dignità del lavoro a persone che non meritano di essere mantenute. Non voglio che la gente sia costretta a votarmi, voglio costruire libertà".

Nello stesso video social il premier ha ricordato come molte aziende chiedano la regolamentazione dei flussi dei migranti per avere manodopera da impiegare nelle aziende, inquadrata con i contratti collettivi nazionali. Manodopera che le aziende e le industrie dichiarano oggi di non trovare in Italia. Manodopera che potrebbe essere trovata anche tra gli attuali percettori di reddito, come ha sottolineato il premier.

Commenti