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Primo ok al ddl Roma Capitale. Meloni attacca il Pd: “Stupore e amarezza per l’astensione”

Alla Camera passa in prima lettura il ddl che attribuisce maggiori poteri a Roma Capitale. Meloni attacca: “Impossibile accogliere l'invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa”

Primo ok al ddl Roma Capitale. Meloni attacca il Pd: “Stupore e amarezza per l’astensione”
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“È impossibile accogliere l'invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani”. Questo il duro commento di Giorgia Meloni al termine dell’approvazione,in prima lettura, alla Camera del ddl costituzionale su Roma Capitale su cui il Pd si è astenuto.

“Oggi si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini", ha aggiunto il presidente del Consiglio che ha ricordato come la riforma costituzionale preveda un rafforzamento del ruolo di Roma Capitale e attribuisce al Campidoglio dei veri e propri poteri legislativi. Da qui nasce “l’amarezza” e lo “stupore” della Meloni per l’astensione del Pd, “È una scelta che colpisce molto perché, - ricorda la premier - com'è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell'esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri”.

Il voltafaccia del Pd coglie di sorpresa anche il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati che attacca: “Poteva essere una giornata storica. Un esempio di collaborazione nell'interesse del Paese. Ma non lo è stata perché il Partito Democratico, che ha sempre sostenuto questa riforma, si è astenuto disattendendo tutti gli accordi assunti anche dal sindaco Gualtieri”. Casellati ricorda che “per anni ci siamo confrontati passo passo nell'elaborazione della norma costituzionale, venendo incontro a tutte le richieste". Il ministro non usa mezzi termini: "Il risultato - dice - è stato una giravolta inaccettabile non solo per il centro destra, ma per il nostro Paese e per Roma che non merita questo schiaffo”. Secondo Casellati, “ è inutile riempirsi la bocca, ad ogni piè sospinto, con la parola collaborazione, con il richiamo a scrivere insieme leggi importanti come quelle costituzionali. Il risultato è stato, come sempre, un no politico che prescinde dai contenuti dei provvedimenti proposti”.

-"La Camera ha finalmente approvato in prima lettura la riforma costituzionale che darà a Roma Capitale poteri come tutte le altre capitali del mondo”, è il commento lasciato dal vicepremier Antonio Tajani con un video postato sui social in cui avverte: “Adesso bisognerà continuare questo processo legislativo nato da una forte azione politica del nostro movimento". Tajani, poi, sottolinea: "Forza Italia è stata la prima forza a battersi per dare a Roma i poteri di una vera capitale. Purtroppo - aggiunge - il Pd ha deciso di non votare a favore della riforma, si è astenuto: singolare, tanto più che il sindaco di Roma" Roberto Gualtieri "è favorevole e rappresenta in Campidoglio il Partito Democratico”. Tajani si augura “che le cose cambino e che il Pd abbia il coraggio di fare scelte a favore di Roma” e chiosa: “C'è tempo per farlo e vedremo se veramente il partito guida della Sinistra vorrà dare più poteri a Roma e trasformarla in una vera capitale, con i poteri che hanno tutte le capitali del mondo".

Il senatore di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, accusa il Pd di ostacolare “una riforma che è stata costruita con spirito di condivisione attraverso un costante confronto con l'istituzione capitolina e con quella regionale”. Anche il senatore meloniano ricorda che la riforma attribuisce a Roma maggiori competenze su temi come governo del territorio, trasporto pubblico, commercio, turismo, beni culturali ed ambientali e che era stata accolta la richiesta di Gualtieri “di demandare alla legge ordinaria la definizione del tipo di decentramento da attuare nei Municipi, proprio con l'obiettivo di una riforma condivisa attesa da decenni”. De Priamo ribadisce che “il Pd ha dimostrato di far prevalere, in questo caso con una ipocrita astensione, lo spirito di fazione e di opposizione aprioristica rispetto alla esigenza di una Capitale che possa essere governata con maggiore efficienza e con strumenti adeguati come accade in tutto il mondo".

"Prendiamo atto con sconcerto del mancato appoggio del Pd alla riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale, manifestatosi oggi alla Camera dei Deputati”, gli fa eco la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni.

E ancora: “Ciò risulta tanto più inconcepibile dopo la grande collaborazione istituzionale che il Governo Meloni ha posto in essere in questi 4 anni che hanno consentito alla città di beneficiare di sostegni e risorse straordinarie”. Mennuni, infine, chiosa: “Il Pd dimostra di non avere autenticamente a cuore il destino della Capitale d'Italia. Se fosse un film il titolo potrebbe essere: prendi i soldi e scappa!”.

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