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Quel principio marxista che muove la sinistra

La sinistra è favorevole alla legittimazione e alla democrazia dell'alternanza solo quando è al governo

Quel principio marxista che muove la sinistra
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La logica che muove la sinistra è tanto elementare quanto marxista: tutto ciò che fanno loro Lor signori, come diceva Fortebraccio va bene, mentre tutto ciò che fanno gli altri va male. Anche quando le cose sono le stesse.

Prendete il caso emblematico della riforma dell'autonomia differenziata. Non è un'invenzione di quel diavolo di Calderoli ma una riforma voluta e attuata dalla sinistra che prima ha cambiato nel 2001 la Costituzione e poi in anni più recenti, quando era al governo, ha provato ad applicare fino in fondo l'autonomia regionale avviando le intese con le Regioni senza neanche stabilire i Lep (livelli essenziali delle prestazioni). Tutto bene fino a quando al governo non è andata la destra. A quel punto la riforma dell'autonomia differenziata non è andata più bene e si è passati in un battibaleno dall'applicazione della Costituzione alla riforma incostituzionale alla «secessione dei ricchi» all'Italia spaccata dalla destra.

Altro esempio: la riforma della giustizia con la separazione delle carriere dei magistrati. La sinistra non solo condivideva la riforma ma il Pd aveva nel suo programma politico-elettorale proprio la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, tanto che a sinistra ci sono tanti politici, giornalisti e anche magistrati che hanno definito la riforma semplicemente una riforma di sinistra. Eppure, siccome il Pd non è al governo ma all'opposizione ecco che tutto cambia e ciò che prima era legittimo ora è illegittimo, ciò che prima era in linea con la Costituzione ora è contro la Costituzione. Insomma, ciò che conta non è cosa si fa ma chi lo fa. Se lo fa la sinistra è cosa buona e giusta, se lo fa la destra è cosa sbagliata e ingiusta. Questo atteggiamento che sembrerebbe banalmente schizofrenico è, invece, un distillato di marxismo per il quale ciò che conta non è mai la cosa ma sempre il chi. Lor signore e lor signori son fatti così. E son fatti male perché un minimo di onestà intellettuale non solo è utile a tutti ma è necessaria per essere credibile ai più e instaurare un sistema di reciproca legittimazione senza la quale la democrazia si incanaglisce.

Purtroppo, la sinistra è favorevole alla legittimazione e alla democrazia dell'alternanza solo quando è al governo; invece, quando è all'opposizione demonizza il governo, grida al lupo fascista, rifiuta l'alternanza ma così facendo scredita, a lungo andare, sé stessa. Infatti, al punto in cui siamo è emerso un problema grande quanto una montagna: le relazioni pericolose tra la sinistra e i movimenti violenti. Mentre la sinistra gridava «al lupo, al lupo» e indicava nel legittimo governo Meloni il solito spauracchio del pericolo fascista, ecco che il pericolo antidemocratico e illiberale è spuntato davvero ma non a destra bensì a sinistra.

Così la

nemesi storica si è realizzata: la sinistra che indica la destra come pericolosa si è rivelata come il vero pericolo per la sua connaturata propensione a svalutare e manipolare i fatti che, essendo duri a morire, si vendicano.

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