Quei cavalli maltrattati salvati da una fotografia

Giulia era uno scheletro, Calippo destinato al macello, Ola era stata abbandonata Le immagini dei migliori modelli equini diventano una mostra a Milano. A fin di bene

Quei cavalli maltrattati salvati da una fotografia

Cinquanta scatti per ammirare. Ma anche per capire e condividere. Chi abita a Milano e dintorni faccia oggi un salto allo Spazio Oberdan oppure domani o lunedì per ammirare la mostra fotografica di Francesca De Fazio, «Scatti di libertà». In questi tre giorni «il Cavallo» diventerà il protagonista dell'evento organizzato con passione da Nicole Berlusconi, curatrice della Mostra e ideatrice di «Progetto Islander». Nicole, giovane amazzone in sella dall'età di undici anni, non ha a cuore solo gare e vittorie, ma il benessere dei cavalli. E si sta prodigando per aiutare quelli maltrattati da uomini senza scrupoli. Questi «ominicchi», direbbe Sciascia, considerano i cavalli degli strumenti da esibire e da sfruttare per fare soldi. E quando non servono più, diventano improvvisamente ingombranti, costosi da mantenere, inutili. Accettano di trasformarli in bistecche succulente oppure li scartano, li dimenticano, come dei giocattoli rotti.
Ecco, le foto esposte a Milano servono a non far dimenticare il lato oscuro del mondo equestre. E a trasmettere il seguente messaggio: anche un cavallo scartato può riacquistare fiducia negli umani. Grazie agli uomini veri, che si fanno in quattro per aiutarli e ridare loro una seconda vita. Ma per fare questo servono volontari, passione. E fondi. Anche quelli che saranno raccolti alla mostra o all'asta benefica che si svolgerà lunedì sera al Gattopardo café.
Tutto il ricavato andrà a sostenere l'associazione Italian Horse Protection (IHP) che opera nella tenuta da Filicaja a Montaione in provincia di Firenze e si occupa di accogliere i cavalli scartati dagli umani e di trasformarli in animali felici. E nel centro ci sono tanti animali miracolati, alcuni immortalati in questi scatti d'autore.
C'è per esempio Calippo, un bellissimo sauro destinato al macello. oppure c'è Ola, una bella cavalla baia che viveva in stato di abbandono in un capannone fatiscente con altri 5 sfortunati equini. Uno è morto di stenti gli altri hanno ricevuto una seconda chance. Anche l'asinello Domingo ha un brutto passato. Il proprietario lo teneva legato quasi in stato di abbandono. Gli zoccoli erano diventati deformi a causa della crescita e della laminite, tanto che ormai non riusciva quasi a stare in piedi. Inoltre la cavezza, che non gli veniva tolta da mesi, forse anni, lo stringeva sopra la testa tanto da essergli ormai penetrata sotto la pelle.
Poi c'è la storia di Foster sfruttata dal suo ex proprietario come fattrice o di Allegra, destinata a correre negli ippodromi, ma recuperata dal centro che ha preso in consegna anche Giulia, sequestrata per maltrattamento. Lei era uno scheletro su quattro zampe e le sue condizioni erano al limite della sopravvivenza. Ma quella è acqua passata e ora vive felice in compagnia di Luna, salvata dalle corse clandestine nel sud Italia.
Libero invece è nato... libero nel centro di recupero: la mamma, sequestrata per maltrattamenti nel sud Italia, ha dato alla luce questo puledro all'IHP simpaticissimo al quale hanno dato il nome di Libero. Selvaggia e Romina invece sono state sequestrate per maltrattamento perché praticamente abbandonate a se stesse, in un luogo che fino a poco tempo prima era addirittura una fattoria didattica!
Anche altri quattro cavalli, stipati in box di lamiera a Milano sono stati salvati da poche settimane. Erano animali legati alle catene, privati di acqua e cibo destinati a macelli clandestini come altre cinque fattrici già spariti dal ghetto milanese. Ma quelli Nicole se li è portati via e ora vivono accanto a Luce, anche lei salvata in extremis dal macello. L'elenco è ancora lungo ma le cinquanta foto racchiudono il mondo del prima e dopo. Del com'era e com'è. Del bianco e nero e del colore ritrovato grazie all'amore.

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