Chi vota No al referendum sulla giustizia può dirsi un vero difensore di animali e natura. Parola di Andrea Zanoni di Europa Verde. Non è una boutade, ma quanto affermato dall’esponente green - coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali del partito di Bonelli – a pochi giorni dal voto sulla riforma Nordio. E quindi votare diventa un gesto quasi ecologista.
“La storia della tutela ambientale e del benessere animale nel nostro Paese dimostra che l’autonomia dei magistrati è l’unico, vero argine contro lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali. È proprio questa libertà d’azione a spaventare le lobby dei cacciatori, dei cementificatori e dell’industria senza scrupoli che sostengono l’attuale governo: per questi poteri, una magistratura che non risponde ai diktat politici rappresenta un pericolo concreto per i loro affari”, le sue parole. Insomma, il destino di boschi e fauna passerebbe direttamente dalle toghe.
“Grazie a strumenti fondamentali come i decreti di sequestro, intercettazioni e perquisizioni, la magistratura ha potuto scoperchiare il vaso di Pandora di traffici illegali di fauna selvatica, uccisioni di specie protette, sversamenti di veleni nelle falde e abusivismo edilizio. Si tratta di illegalità spesso tollerate da una certa politica contigua al malaffare, che oggi vorrebbe indebolire chi indaga”, ha aggiunto Andrea Zanoni. Non manca il richiamo al caso di Venezia che coinvolse il figlio di Trump e che fece rumore anche oltreconfine, con tanto di eco internazionale: “Dobbiamo ricordare che solo grazie a una Magistratura coraggiosa e priva di padroni, dopo la mia denuncia sul bracconaggio nella laguna di Venezia che ha visto coinvolto persino il figlio di Donald Trump, sono state eseguite perquisizioni mirate in aziende faunistico-venatorie. Operazioni che hanno portato alla luce migliaia di uccelli protetti abbattuti, armi contraffatte e munizioni illegali. Senza magistrati liberi di agire, questi crimini resterebbero impuniti”.
E così il referendum sulla giustizia si trasforma in una sorta di voto sulla natura. Una metamorfosi curiosa, ma evidentemente utile a mobilitare anche chi guarda al destino di aironi e caprioli. La chiusura è un appello che prova a tenere insieme diritto e ambientalismo: “Il voto al referendum sulla giustizia è, a tutti gli effetti, un voto per l’ambiente. Gli animali e la natura non si difendono con i post sui social o dietro una tastiera, ma con atti di cittadinanza attiva.
Invito tutti gli ambientalisti e i difensori dei diritti degli animali a recarsi alle urne domenica 22 marzo (dalle 7 alle 23) e lunedì 23 marzo (dalle 7 alle 15) per votare un ‘No’ deciso. Difendere l’indipendenza dei giudici significa difendere chi non ha voce”. Tradotto: se volete bene agli animali questa volta serve la matita. E soprattutto il No.