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Referendum, domani Nordio e Rampelli a Tor Bella Monaca

Alle 17 al Teatro Santa Rita di Roma l'evento per il Sì a cui partecipano il ministro della Giustizia e il vicepresidente della Camera. Ci saranno anche il coordinatore di FdI Roma Marco Perissa e Gaia Tortora

Referendum, domani Nordio e Rampelli a Tor Bella Monaca
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"Per una giustizia a favore del popolo". Domani il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) saranno insieme a un evento per il Sì che ha per locandina il "Quarto Stato". "Cosa unisce i braccianti di fine Ottocento al sì per la giustizia?", si chiede Rampelli, "La difesa dei più deboli. L'immagine simbolo delle lotte sociali 'Il Quarto Statò di Giuseppe Pellizza da Volpedo diventa oggi il manifesto di una 'Giustizia restituita al popolo".

Con loro, alle 17 al Teatro Santa Rita di Roma a Tor Bella Monaca, ci saranno il coordinatore di FdI Roma Marco Perissa e Gaia Tortora. "Se ieri era la casalinga di Voghera il termometro della politica comprensibile a tutti, oggi bisogna passare il messaggio alla Sora Lella di Torbella, sempre nella convinzione - dice Rampelli - che è nelle periferie dove si è forgiata la destra sociale che si vincono o si perdono questa e altre battaglie, non nelle Ztl regno incontrastato della sinistra col Rolex. Sotto l'egida di questa grafica d'impatto, il ministro Carlo Nordio, il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli , il Il coordinatore romano Marco Perissa e il Presidente del Municipio Nicola Franco si confronteranno in un dibattito accessibile alla gente comune, stordita da settimane di incomprensibili confronti tecnico-giuridici, con la migliore moderatrice del momento, Gaia Tortora", si spiega.

Scrive Rampelli: "La vera ingiustizia colpisce chi abita dove lo Stato sembra aver abdicato ai clan ei cittadini fragili diventano quelli che si ostinano a essere onesti. Il 'Quarto Stato' del 2026 è il popolo che chiede sicurezza contro furti e rapine, stanco di una riforma (la Cartabia) che ha reso procedibili solo a querela di parte reati che prima vedevano i magistrati intervenire d'ufficio. Qualcuno potrebbe domandarsi: che c'entra con la riforma? Risposta: i magistrati nominati al vertice delle procure non risponderanno più alle correnti ideologizzate del Csm e allora potranno nuovamente e soltanto servire il popolo e soccorrerlo dall'assedio.

Una lettura forse forzata, ma originale che corre parallela a un dibattito tra giuristi che rischia di tenere a casa l'elettorato di centrodestra. Dall'altra parte il messaggio è decisamente più facile: buttare giù la Meloni".

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