Renzi ha paura di Bruxelles: già dimezzato il taglio Irap

Il premier e Padoan non trovano le coperture, la riduzione del 10% slitta al 2015. La Lorenzin s'impunta, niente sacrifici alla sanità

Renzi ha paura di Bruxelles: già dimezzato il taglio Irap

Risorse da trovare a tutti i costi per il taglio Irpef, mentre la riduzione dell'Irap 2014 deve essere dimezzata, per permettere al ministero dell'Economia di trovare una copertura che non sia attaccabile da Bruxelles. Matteo Renzi ha passato gran parte dell fine settimana a Roma per preparare il Documento di economia e finanza che sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri. Ieri il premier e il ministro Pier Carlo Padoan si sono concentrati sulle coperture per il taglio delle imposte sui redditi delle famiglie (gli 80 euro in busta paga per i redditi sotto i 25mila euro all'anno) e delle imprese (riduzione dell'imposta regionale sulle attività produttive). Misure che saranno approvate in tempi diversi: il 16-17 aprile la prima, entro l'estate la seconda.
Perdono quota i tagli alla sanità che via XX settembre aveva messo nel menù delle coperture per il 2014. La resistenza del ministro Beatrice Lorenzin ha fatto effetto e Renzi si è convinto a cercare alternative. Nel Def dovrebbero essere indicati dei tagli lineari alla spesa dei ministeri, perlomeno per il 2014. Anche perché la spending review, che è invece fatta di tagli selettivi, dà entrate meno certe. Quindi i risparmi sull'acquisto di beni e servizi dovranno essere più consistenti dei 7-800 milioni preventivati. Nel menù anche tagli alla difesa e risparmi sul pubblico impiego, in particolare sugli stipendi sopra i 70mila euro all'anno. E un mini taglio ai trasferimenti a favore degli organi costituzionali (Parlamento, Corte costituzionale, Quirinale) e a quelli di rilievo costituzionale (il Cnel destinato all'abolizione, il Consiglio di Stato, la Corte dei conti, il Csm e il Consiglio di difesa) di 3-400mila euro. Tra le ipotesi di tagli, anche quelli alle Camere di commercio, contro i quali ieri ha protestato Unioncamere. La loro cancellazione, per la federazione delle camere, «non porterebbe alcun risparmio reale al Paese. Negli anni si sono dimostrate fondamentali per tutti i tentativi di semplificare il rapporto fra Stato e imprese».
In ogni caso, è ormai appurato che dalla spending review in senso stretto arriveranno meno risorse rispetto a quelle preventivate. E per questo il governo sta cercando di rimodulare il taglio delle imposte promesso il mese scorso. Quindi, quello dell'Irpef sarà confermato, ma modulato a seconda dei redditi (non sarà di 80 euro per tutti). Lo strumento scelto è al momento quello delle detrazioni, che variano a seconda dell'imponibile. Rimarrebbe scoperta tutta l'area dei redditi fino a 8000 euro, per la quale il governo sta studiando un bonus.
Il taglio Irap sarà invece dimezzato, almeno per il 2014. Pur di evitare il rinvio al 2015 (che era stato proposto da Padoan a Palazzo Chigi), è stato scelto di fare partire da luglio uno sgravio del 5%, con la promessa che la riduzione salirà al 10%, il prossimo anno. Ancora da decidere lo strumento: sarà un taglio di aliquota o un più probabile aumento delle deduzioni base, legate al costo del lavoro. In ogni caso, al Consiglio dei ministri pre pasquale, andrà solo la misura sull'Irpef. Per l'Irap il governo vuole aspettare ancora qualche mese.
Per quanto riguarda le previsioni, il Def fissa la crescita del Pil per il 2014 allo 0,8%, e conferma la stima dell'indebitamento netto al 2,6%. Mentre peggiora la situazione del debito, tanto che il documento - che deve essere sottoposto alla Commissione europea entro il 20 aprile - fisserà un percorso di discesa più lento rispetto alle previsioni. Il governo dovrà quindi fare approvare una relazione dal Parlamento che dovrà poi trasmettere a Bruxelles, come previsto dal fiscal compact. A pesare sono i debiti in conto capitale degli enti locali.

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