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Renzi visita una scuola. E i prof insegnano ai bambini una canzone per lui

Nella scuola elementare Raiti di Siracusa, i bambini sono stati messi in riga (in tutti i sensi) e hanno accolto il premier con una canzoncina

Renzi visita una scuola. E i prof insegnano ai bambini una canzone per lui

Ma cosa c'entrano i bambini? Tra i banchi dovrebbero insegnare le materie del programma, non la politica. Specialmente alle elementari. Altrimenti dalla scuola pubblica si passa a quella di partito... Prima venne il tempo della canzoncina anti-Cav (in cui dei ragazzini vennero istigati a cantare "Berlusconi faccia di m..."), poi arrivò l'apparizione - sul palco del Palasharp al convegno di Libertà e Giustizia - del 13enne che lesse un foglio irto di preoccupazioni davanti a una platea di intellettuali di sinistra. Adesso i modi sono cambiati, ma la sostanza rimane la stessa. Si è passati alla premeditata e preventiva idolatria. Di chi? Di Matteo Renzi. Il tutto a spese dei bambini.

È successo che nella sua visita alla scuola elementare Raiti di Siracusa, i bambini sono stati messi in riga (in tutti i sensi) e hanno accolto il presidente del Consiglio con una canzoncina che pare una dichiarazione di eterna fedeltà. Nell'istituto gli scolaretti con tanto di foglio in mano, hanno regalato a Renzi questo ritornello: "Facciamo un salto/ Battiam le mani/ Ti salutiamo tutti insieme Presidente Renzi/ Muoviam la testa/ Facciamo festa/ A braccia aperte ti diciamo "benvenuto al Raiti". E poi ancora: "Siamo felici/E ti gridiamo...Da oggi in poi, dovunque vai, tu non scordarti di noi, dei nostri sogni/delle speranze che ti affidiamo con fiducia oggi a ritmo di blues. Le ragazze/ i ragazzi tutti insieme alle tue idde e al tuo lavoro affidiamo il futuro". Mancavano solo la fanfara e l'orchestra...

Persino una deputata democratica, Anna Ascani, ha tuonato contro la scelta della dirigenza scolastica: "La canzone dei bambini per Renzi è una pagina indegna, trovo che l’episodio sia sconcertante ed offensivo verso i bambini e le loro famiglie, verso la Costituzione e, suo malgrado, verso il presidente del Consiglio. La scuola è un luogo sacro, lo spazio di tutti, dedicato all’educazione e alla lotta alle diseguaglianze. Non può diventare, anche se per spirito di folklore e in buona fede, la versione ridicola di una propaganda completamente priva di senso, a prescindere dalla maggioranza politica incaricata del governo, tanto più sulla pelle dei bambini".

Anche Beppe Grillo ha mosso dure critiche nei confronti dell'accaduto e ha azzardato un paragone col passato: "La scena del Venditore di Pentole che incontra i bambini delle elementari Raiti di Siracusa che lo ricevono allineati e addestrati con un coretto di benvenuto per concludere con ’Matteo! Matteo! Matteo!’ ricorda, in peggio e in grottesco, gli incontri di Mussolini con i figli della Lupa".

A stretto giro di posta arriva la replica della diretta interessata: "Cosa rispondo a Grillo? Sostanzialmente nulla. Ciascuno è liberissimo di pensarla come vuole. Forse però ha dimostrato di conoscere poco i bambini, i ragazzi e la loro spontaneità, quella dei nostri alunni in modo particolare -risponde la professoressa Angela Cucinotta -. Sono assolutamente serena perchè abbiamo sicuramente dato tutti noi, i nostri ragazzi ed i nostri docenti, il meglio per questa occasione speciale che rappresenta una pagina importante per il nostro Istituto. Quanto alla canzone questa è stata il frutto di un laboratorio aperto e chiuso in un giorno e mezzo per la visita del premier. La nostra è anche una scuola di musica, qui si studia canto, vengono anche insegnanti esterni. Per i nostri ragazzi piccole composizioni per sottolineare occasioni speciali, come quella di oggi, ma anche per momenti diversi, come, ad esempio, il pensionamento di un docente, è la normalità. Quanto al testo che i ragazzi hanno tirato fuori con il coordinamento del professore Paolo Genovese che è il responsabile delle attività musicali della scuola, mi sembra spiritoso, coinvolgente, allegro e, ovviamente, lo condivido".

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