La patrimoniale è un evergreen della sinistra italiana, ciclicamente viene riproposta e, poi, finisce nel dimenticatoio. Chissà se Elly Schlein, una volta a Palazzo Chigi, se mai ci arriverà in qualità di presidente del Consiglio, sarà capace di introdurla per davvero.
Intanto, in qualità di aspirante leader del centrosinistra, ieri, è tornata a parlarne in un colloquio con la Repubblica, probabilmente perché, centristi a parte, è un tema su cui Pd, M5S e Avs potrebbero trovare un terreno comune. "Si può intervenire, non è detto che non si possa intervenire anche a livello nazionale, ma è una discussione che affronteremo insieme a tutti gli alleati", ha detto la segretaria del Pd."In altri Paesi europei si sta ragionando nella stessa direzione e io penso che non possa essere un tabù capire come a livello europeo introdurre una tassazione sui miliardari”, ha aggiunto Schlein, sottolineando che si tratta di una misura che riguarderebbe l’1% della popolazione, “forse anche meno”, una cifra bassissima “rispetto a una esigenza che è quella di garantire servizi pubblici fondamentali al 99%".
Gli alleati hanno taciuto, mentre l’ex parlamentare renziano Michele Anzaldi su X ha commentato: “Ha un senso, almeno nel mondo della comunicazione in questo momento, senza uno studio o un conteggio, parlare di tassa sulla patrimoniale?”. E chissà qual è l’opinione proprio di Matteo Renzi che due anni fa dichiarava: “La sinistra vuole la patrimoniale. Non non vogliono aumentare le tasse”?. Il leader di Italia Viva, pur di essere incluso nel campo largo, rinuncerà a difendere anche questa sua posizione?
Fermamente contrario il vicepremier, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani che sui social scrive: “La sinistra è unita solo quando
vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani. Finché Forza Italia sarà al governo ed in Parlamento non ci sarà mai la patrimoniale! La nostra ricetta è: meno tasse per tutti! La sinistra vuole più tasse per tutti!".