Riforma della giustizia: liberi tremila detenuti

Oggi a Palazzo Chigi approda un pacchetto di misure su buona condotta, affidamento e braccialetto elettronico

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri
Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri

Ieri il capo dello Stato Giorgio Napolitano aveva nuovamente sottolineato le «condizioni disumane delle carceri» italiane. E oggi il Guardasigilli Annamaria Cancellieri risponde portando in Consiglio dei ministri un pacchetto di misure che, secondo le stime, dovrebbe alleggerire le patrie galere di circa tremila detenuti. Oltre a prevedere, con due disegni di legge, anche interventi per limitare la durata dei processi civili e penali (ma il provvedimento sul penale verrà discusso in Cdm nelle prossime settimane).

Il decreto legge sulle carceri contiene una serie di correttivi. Il primo è un ritocco sullo sconto di pena per buona condotta, la cui decisione spetta comunque al giudice. L'anticipo sulla data di fine pena, che finora era di 45 giorni per ogni semestre, sale a 75 giorni fino a uno «sconto» massimo di sei mesi. La misura è retroattiva, vale dal gennaio del 2010 e se ne potranno avvantaggiare 1.500 detenuti.

Il Dl estende (e incentiva) anche l'uso del braccialetto elettronico. Per «invogliare» a utilizzare il braccialetto, finora applicato di rado, i magistrati dovranno motivare la mancata adozione della misura quando ritengano il soggetto socialmente pericoloso. Inoltre finora il braccialetto era utilizzabile solo per chi scontava la pena ai domiciliari, mentre adesso potrà essere applicato - sempre col consenso del detenuto - anche per permessi, lavoro all'esterno del carcere e affidamento in prova. Quanto a quest'ultimo, nell'ambito di un più ampio ricorso alle misure alternative potranno beneficiarne i detenuti che hanno fino a quattro anni di pena o di residuo di pena da scontare (il vecchio limite era di tre anni), aprendo la possibilità di ottenere l'affidamento in prova ai servizi sociali a un numero maggiore di detenuti, stimato in 1.000-1.500. Anche per i detenuti tossicodipendenti viene migliorata la possibilità di ottenere l'affido terapeutico, eliminando in caso di reati minori la recidiva, che impediva l'ingresso nelle comunità di recupero. Introdotto, inoltre, il reato di «spaccio lieve», con abbassamento delle pene e previsione di multe per non appesantire la situazione delle carceri. Novità anche per i detenuti extracomunitari: il pacchetto prevede, per alcuni reati minori, l'espulsione immediata (già prevista dalla Bossi-Fini ma poco applicata) come alternativa agli ultimi due anni di carcerazione, e la misura potrebbe interessare fino a 4mila ospiti stranieri delle nostre carceri. Il decreto legge che arriva oggi in Cdm prevede inoltre l'istituzione del Garante nazionale dei detenuti e agevolazioni per gli incontri con i familiari. Sul fronte giustizia civile, il ddl prevede l'obbligo di notifiche per via telematica, giudice unico anche in appello e sentenze brevi, con motivazioni articolate solo su richiesta delle parti.

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