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Roccella rilancia: "Contro l'utero in affitto una battaglia femminista"

Il ministro torna sui fatti del Salone del Libro: "Mi addolora che donne abbiano impedito ad altre donne di parlare". Il premier Meloni: "Inaccettabile quanto avvenuto"

Roccella rilancia: "Contro l'utero in affitto una battaglia femminista"

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Roccella rilancia: "Contro l'utero in affitto una battaglia femminista"

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Pier Paolo Pasolini parlava del fascismo degli antifascisti. Quello che è accaduto sabato al Salone del Libro di Torino nella giornata di sabato ne è l'emblema: un luogo di democrazia occupato da manifestanti che hanno impedito di parlare al ministro Eugenia Roccella. Archiviati dialogo e rispetto, semplicemente la libertà di espressione. "Quello che mi spiace è che oggi al Salone del Libro di Torino non ci sia stato modo di discutere perché non è vero che io non voglia incontrare chi la pensa diversamente, anzi ho invitato sul palco le ragazze che protestavano a farlo, ma non hanno voluto e hanno impedito a me di spiegarmi", le parole della titolare della Famiglia, della Natalità e delle Pari opportunità in un'intervista in diretta sulla pagina di Facebook de 'Il dubbio".

Roccella: "La mia è una battaglia femminista"

Soffermandosi sulla pratica dell'utero in affitto, il ministro Roccella ha sottolineato che la sua battaglia è "una battaglia femminista, di autodeterminazione femminile". "Non voglio imporre nulla, ma mi chiedo quale futuro vogliamo costruire. È un momento delicato per tutti". Nel corso del dialogo con "Il dubbio", ha inoltre ricordato le sue battaglie degli anni Settanta, all'epoca militava nei Radicali:"Erano battaglie di libertà e certo anche per i diritti, ma oggi certe battaglie per i diritti a me sembrano illiberali. È come se la libertà avesse perso un certo significato. Mi sembrano obiettivi che toccano i fondamenti dell'umano". La Roccella ha rimarcato sul punto: "Immettere la maternità sul mercato rischia di cambiare il nostro orizzonte futuro. La maternità e la paternità sono fondamenti del nostro essere, comportamenti 'gratuitì dell'umano, una gratuità che i figli percepiscono bene".

"Donne hanno impedito ad altre donne di parlare"

Il ministro Roccella ha poi condiviso un lungo post su Facebook per porre l'accento su una serie di dettagli sfuggiti ai più. A partire dalla totale mancanza di solidarietà femminile, con le attiviste pronte a tutto pur di zittire un evento all'insegna della democrazia:"Quello che mi ha colpito non è soltanto la totale chiusura al confronto, al quale io mi ero detta fin da subito disponibile invitando sul palco i contestatori per poter interloquire con loro. Mi ha colpito, e sinceramente mi addolora, che delle donne abbiano impedito ad altre donne di parlare, presentando un libro che parla molto di donne e di femminismo, e che avrebbe stupito quelle ragazze, se lo avessero letto". Impossibile non condividere.

Le reazioni

Quanto accaduto al ministro Roccella ha infiammato il dibattito in rete. La sinistra ha accampato teorie a dir poco astruse, tranchant il primo ministro Giorgia Meloni in una nota:"Quanto accaduto oggi al Salone del Libro di Torino è inaccettabile e fuori da ogni logica democratica. Altrettanto inaccettabile è l'operazione dei soliti noti di capovolgere i fatti, distorcendo la realtà e giustificando il tentativo di impedire a un ministro della Repubblica di esprimere le proprie opinioni Come al solito chi pretende di darci lezioni di democrazia non ne conosce le regole basilari". Tornando alle versioni "colorite" dei compagni, particolarmente saporita quella del segretario Pd Elly Schlein: "In una democrazia chi sta al Governo e ha il potere deve mettere in conto che ci siano le contestazioni e il dissenso, chi fa politica in generale lo deve mettere in conto. È surreale che il Governo e i ministri si siano messi ad attaccare Nicola Lagioia per aver cercato di costruire le basi di un dialogo. Io non so come si chiama una forma di Governo che attacca le opposizioni, gli intellettuali e non tollera il dissenso, per lo meno mi sembra autoritario", le sue parole a La7.

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