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Sala e centrosinistra ancora più in crisi. Ora Anpi e Meghnagi passano alle vie legali

Si infiamma lo scontro tra i Verdi e Azione. Partigiani e Comunità ebraica in tribunale

Sala e centrosinistra ancora più in crisi. Ora Anpi e Meghnagi passano alle vie legali
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Il sindaco Beppe Sala pubblica sui social un video del «vero 25 Aprile», quello che ha visto (o avrebbe voluto vedere) fatto della banda che suona «Bella Ciao» e la gente che festeggia pacificamente con il fazzoletto dell'Anpi al collo e le bandiere arcobaleno. Ma dopo gli scontri e gli insulti alla Brigata Ebraica e gli attacchi politici (anche) tra i suoi, dovrà fare i conti con una maggioranza ancora più divisa di una settimana fa. Giusto lunedì scorso, dopo il no della giunta alla sospensione del gemellaggio con Tel Aviv, i Verdi occupavano l'aula e Azione chiedeva una verifica di maggioranza. La tensione si è alzata ancora. Il coportavoce di Europa Verde Tommaso Gorini scrive sui social i fatti che ha «visto e documentato» in corso Venezia: «Un manipolo di provocatori, sotto il nome di Brigata Ebraica, con bandiere israeliane, Usa, persiane ed effigi dello Scià, si è posizionato a un angolo, nel punto di massima stretta. Hanno creato una situazione di stallo pericolosa per la sicurezza di tutti, durata due ore, con gente pigiata, esasperata dal caldo che non sapeva più se andare avanti, stare ferma o arretrare. Alla fine è stata fatta la cosa più giusta per tutti: i provocatori sono stati accompagnati in via Senato, lasciando fluire finalmente il corteo». Li definisce «50 privilegiati protetti dalla polizia, che fanno le vittime a favore di telecamera, limitando la libertà e la sicurezza di tutti gli altri». Daniele Nahum, consigliere di Azione e membro della Comunità ebraica, esprime a caldo una posizione «molto chiara» sul collega di maggioranza, senza citarlo per nome: «Provo disgusto politico, intellettuale e umano verso quei rappresentanti istituzionali che hanno fatto dei distinguo sulla cacciata della Brigata Ebraica dal corteo. Un consigliere comunale è persino riuscito a sostenere che la responsabilità del blocco fosse della Brigata stessa e che sia stato giusto allontanarla. Una dichiarazione che qualifica chi l'ha pronunciata. L'ho già detto in aula: con questa gente non voglio avere nulla a che fare». Decisa anche la posizione della vicesindaco Pd Anna Scavuzzo: «L'antisemitismo è il contrario di tutto ciò che il 25 Aprile celebra, non è esercizio di libertà e tantomeno legittima dialettica politica. Nulla lo giustifica, si rigetta senza se e senza ma. Non esistono provocazioni, bandiere o foto che possano giustificarlo. Il dolore di Gaza diventa un alibi per insulti inaccettabili, la memoria della Resistenza è un valore comune e invece per qualcuno divide». L'altra coportavoce dei Verdi, Francesca Cucchiara, aveva invece dichiarato di «capire chi, davanti all'esposizione di una bandiera israeliana, nel momento in cui è in corso un genocidio, possa reagire». La distanza tra l'ala radicale e quella riformista della maggioranza potrebbe diventare - di nuovo - plateale oggi in Consiglio.

E arrivano a scambiarsi minacce di azioni legali i vertici dell'Anpi e il presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi, che la sera del 25 ha accusato il presidente di Anpi Milano Primo Minelli e quello nazionale Gianfranco Pagliaruolo di «incitamento all'antisemitismo» e ieri ha ribadito: «Siamo stati espulsi, cacciati dal corteo in modo vergognoso, e dietro a tutto questo c'è l'Anpi, perchè sin dall'inizio aveva detto no agli ebrei al corteo. E abbiamo rispettato tutte le regole. Le bandiere israeliane c'erano, ma nessuno aveva detto di non portarle», a differenza di quanto aveva sostenuto Pagliarulo. Che ieri, insieme a Minelli, ha definito «farneticanti» le dichiarazioni di Meghnagi e hanno avvisato: «Ci vedremo in tribunale».

La guida della Comunità ebraica di Milano ribatte: «Li denuncerò io per antisemitismo, li aspetto in tribunale». Ha chiesto le «dimissioni di Minelli» il segretario di Azione Milano Francesco Ascioti, in modo da «restituire alla città un vero Comitato permanente antifascista, ormai è diventato un cenacolo per pochi estremisti».

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