Leggi il settimanale

Salis incendia il 25 aprile: "Celebrare la Resistenza è divisivo solo per chi celebra i morti di Salò"

Il sindaco di Genova attacca i critici delle celebrazioni e rilancia sulla Resistenza: “Chi si infastidisce se ne farà una ragione”

Salis incendia il 25 aprile: "Celebrare la Resistenza è divisivo solo per chi celebra i morti di Salò"
00:00 00:00

"Non capisco in che modo sia alternativo celebrare la Resistenza e la Liberazione e guardare avanti. Non è che un'azione ti impedisce l'altra". Silvia Salis, sindaco di Genova, a margine di un incontro con gli studenti a Villa Migone, dove nel 1945 venne firmata la resa dei nazisti al Comitato di liberazione nazionale, è intervenuta sulle polemiche relative al 25 aprile.

"Di solito questo tipo di considerazioni vengono da quelli che magari vogliono celebrare anche i morti di Salò oppure da quelli che ritengono la Resistenza e la Liberazione argomenti divisivi”, ha aggiunto Salis, sottolineando: “Ecco, noi non lo riteniamo”. Il primo cittadino di Genova ha, poi, concluso: “Pensiamo che si possano fare entrambe le cose senza nessun problema. Poi se a qualcuno questo dà fastidio ce ne faremo una ragione”.

Salis, invece, ieri, partecipando alle celebrazioni organizzate dalla sezione Anpi di Ansaldo Energia, ha ricordato l'importanza della memoria: "Va allenata e resa attuale - ha sottolineato - quest'anno, oltre alle celebrazioni ufficiali, abbiamo inaugurato un nuovo Festival della Liberazione che si chiama ‘Era Ora’, anche per intercettare le nuove generazioni e condividere con loro l'importanza di una memoria che non deve rimanere solo sulle lapidi o nei libri di Storia, ma è qualcosa che deve essere vivo e deve accompagnare anche quello che è un senso sociale che poi si traduce anche nelle battaglie di oggi".

Nel corso della cerimonia, come si legge su Genova Today, Salis ha detto: "Oggi non ricordiamo solo la Liberazione e la Resistenza - ha detto riferendosi all'intenzione dei nazisti di minare e far saltare le principali strutture strategiche della città-, ma ricordiamo il ruolo che hanno avuto gli operai di questa fabbrica, di tante altre fabbriche nella resistenza, attraverso gli scioperi, mettendo a rischio la propria vita e impedendo quello che era il piano Z". Due interventi con cui, di nuovo, Salis si inserisce nel dibattito nazionale su un tema che divide i due schieramenti proprio come negli anni passati.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica