La presenza di Ilaria Salis sotto la bandiera delle brigate fedeli al maresciallo Tito ha destato molta perplessità, perché quella bandiera rappresenta una parentesi nera per il Paese, rappresenta la violenza compiuta ai margini orientali dell’Italia. In quei territori carsici, le foibe sono oggi testimoni silenziosi di un orrore ancora oggi spesso negato e sottovalutato. La bandiera tricolore italiana con la stella rossa centrale ha sventolato sabato mattina davanti al centro sociale Lambretta di Milano mentre era in corso un presidio della Lega, con Matteo Salvini e Silvia Sardone, per chiedere la chiusura dello stesso centro sociale.
L’europarlamentare di Avs ha scelto di partecipare alla manifestazione per portare la propria solidarietà agli antagonisti: non stupisce sicuramente, considerando che lei stessa, fino a che non è stata arrestata in Ungheria, e quindi eletta all’europarlamento per uscire da quelle carceri. Ma non si è dissociata da quella bandiera che per tanti italiani, che lei rappresenta, è un simbolo di oppressione. Fratelli d’Italia ha ripreso l’articolo scritto dal direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno: “A Milano, nel corteo a cui sabato ha partecipato Ilaria Salis, è apparso il tricolore garibaldino con la stella rossa, simbolo delle armate partigiane titine che si sono macchiate dei peggiori crimini di guerra. Abbiamo una sinistra che ha cancellato la memoria, anzi ha rovesciato la storia fino a insultare gli esuli italiani”.
E nella card, il partito più votato dell’attuale governo, riprende un altro passaggio: “Che ci fa una parlamentare europea sotto quella bandiera criminale? Nel silenzio dei leader da Schlein a Conte?”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, ha sottolineato che vedere “sfilare sotto i vessilli con la stella rossa delle milizie jugoslave di Tito è vergognoso”. E l’ha definita “un’esibizione arrogante dei simboli di un regime sanguinario che si è reso responsabile della pulizia etnica, dell’infoibamento e dell’esodo forzato di centinaia di migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. Siamo davanti al più becero rigurgito di negazionismo militante”. Sventolare quelle bandiere, ha proseguito, “significa offendere la memoria di quelle migliaia di italiani e delle loro famiglie che furono trucidate in maniera così violenta e senza alcuna pietà. Ma quello che sconcerta è anche il silenzio complice dei vertici delle opposizioni. Pretendiamo che Elly Schlein e Giuseppe Conte escano dal loro ambiguo mutismo: condannino l’apologia dei crimini comunisti e questa vergognosa offesa alla memoria italiana”.
Dello stesso avviso anche il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Augusta Montaruli: “La sfilata di Ilaria Salis sotto i simboli del regime titino non è solo una provocazione intollerabile, ma uno schiaffo alle vittime e alla memoria di questa Nazione. Chi indossa o sfila con le insegne di chi ha trucidato migliaia di italiani nelle Foibe si rende complice morale di una pagina di sangue che non possiamo mai dimenticare. Ciò che sdegna ancora di più è l’imbarazzante e assordante silenzio dei leader del sedicente ‘campo largo’. Abbiano il coraggio di prendere le distanze e condannare senza reticenze questi rigurgiti di negazionismo rosso”. Il vice presidente vicario di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon ha aggiunto: “Non è possibile continuare a tollerare i toni e le azioni di un personaggio come Ilaria Salis, scelto accuratamente dalla sinistra come propria rappresentante in Europa ma che ogni giorno dimostra di non essere compatibile con i valori e i principi della nostra democrazia. L’ultima sceneggiata si è svolta sabato durante la manifestazione di Milano, dove oltre a lei a sfilare è stato il tricolore garibaldino con la stella rossa, simbolo delle armate partigiane titine, protagoniste dell’errore delle Foibe. Un episodio che calpesta la memoria di migliaia di italiani vittime della pulizia etnica e dell’esodo forzato per mano di Tito nei territori di Fiume e Dalmazia e una vergogna intollerabile che dimostra, ancora una volta, l’ipocrisia della sinistra: si dice contraria alle dittature ma continua ad inneggiare quella comunista”.
Il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia ha ribadito: “È oltremodo increscioso quello che è accaduto a Milano sabato scorso. Nel corteo a cui ha partecipato l’europarlamentare Ilaria Salis è apparso il tricolore garibaldino con la stella rossa, simbolo delle armate partigiane titine che si sono macchiate dei peggiori crimini di guerra. È vergognosa un’esposizione così prepotente dei simboli di un regime che si è reso responsabile della pulizia etnica e dell’esodo forzato di centinaia di migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. Partecipare a quell’iniziativa significa non solo offendere la memoria di migliaia di italiani ma anche di tutta l’Italia. A sinistra vediamo il solito antifascismo che condanna tutte le dittature, purché non si debba disturbare quella del colore giusto. Il negazionismo delle foibe e del martirio giuliano-dalmata è un elemento silenzioso, pericoloso e costante che marcia tra falsità e menzogne e che va combattuto con ogni mezzo. Anche per questo sono stato promotore della legge che istituisce il Giorno del ricordo per mettere un argine al negazionismo e porre fine a un oblio durato oltre mezzo secolo”.
