Salvini: "O liberano i secessionisti o andiamo a liberarli noi"

Il leader della Lega Nord a Verona per la manifestazione in solidarietà dei 24 indipendentisti arrestati: "Siamo qua pacificamente, ma non siamo fessi"

Salvini: "O liberano i secessionisti o andiamo a liberarli noi"

"Siamo qua pacificamente ma non siamo dei fessi". Sono queste le prime parole di Matteo Salvini al suo arrivo in piazza dei Signori, a Verona, dove si tiene la manifestazione di soldiarietà per i 24 secessionisti veneti finiti dietro le sbarre. Un messaggio pacifico, ripete più volte il leader del Carroccio, ma duro e netto. "O tornano a casa subito e qualcuno chiede scusa o andiamo a tirarli fuori noi. Magari occupando le prefetture", prosegue il segretario della Lega Nord spiegando perché il suo partito ha deciso di schierarsi dalla parte degli indipendentisti e contro un'inchiesta che reputa "ingiusta". "Le galere sono fatte per i delinquenti e per i mafiosi - spiega Salvini -, non per i padri e le madri di famiglia. Gli investigatori non hanno trovato nemmeno una fionda e sfido chiunque a chiamare carro armato quella ruspa spara supposte. Siamo qua per difendere la libertà di pensiero e di parola". Ma lancia una provocazione anche a Renzi e alle sue riforme: "Vuole modificare la Costituzione, gli proporrò di introdurre il diritto di resistenza, bocciato dai costituenti 70 anni fa. Era l'articolo tre, proposto da Dossetti, ed erano due righe. Diceva che la resistenza individuale e collettiva di fronte agli atti della pubblica amministrazione contrari ai diritti della Costituzione non solo è un diritto ma è un dovere del cittadino. Noi sfidiamo Renzi e Berlusconi su questo".

Davanti ai 2500 leghisti non ha parlato anche Umberto Bossi: "Il Parlamento ha messo in un cassetto il federalismo fiscale - ha esordito il Santùr- e è forse anche per questo che la magistratura ha paura della valanga messa in moto dai popoli padani. Popoli risvegliati negli ultimi giorni dal Veneto. Spaventati da questa libertà, ora i politici mandano avanti i magistrati ma il Veneto, come il Piemonte e la Lombardia, non sceglierà la schiavitù». Bossi ha infine ricordato che «c’è un solo valore che conta di più della gestione politica ed amministrativa. È la libertà, le altre cose ne sono la conseguenza ma ciò che conta è la libertà"

Una linea, quella dal segretario, condivisa anche dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia: "Io ho fatto una proposta ufficiale pubblica con l'hashtag #liberiamolitutti. Queste persone hanno il diritto di dimostrare la loro innocenza ed estraneità ai fatti da persone libere. I delinquenti sono altri. Qui parliamo di un trattore con un po' di lamiere saldate sopra." Una manifestazione non priva di polemiche. Una ventna di No Tav hanno cercato di fare irruzione nella piazza per protestare contro l'iniziativa, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa.

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