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Sanità Puglia, partenza dimezzata per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano: "Per la piena operatività serviranno ancora mesi"

Dopo dieci mesi dall’inaugurazione arriva il trasferimento parziale da Monopoli. Restano i nodi su reparti, personale, viabilità, eliporto e servizi essenziali: la denuncia di FdI

Sanità Puglia, partenza dimezzata per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano: "Per la piena operatività serviranno ancora mesi"

Ennesima falla nella sanità pugliese: a quasi dieci mesi dal taglio del nastro, il nuovo ospedale Monopoli-Fasano resta ancora lontano dalla piena operatività. Dall’audizione richiesta in Regione da Fratelli d’Italia emerge infatti che entro la fine di giugno dovrebbe completarsi solo una parte del trasferimento dall’ospedale di Monopoli alla nuova struttura. Non l’apertura piena, dunque, ma un avvio parziale.

Il nodo principale riguarda i posti letto. Dei 300 previsti sulla carta, ne entreranno inizialmente in funzione 125. A precisarlo sono stati l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia e il direttore generale della Asl Bari Luigi Fruscio. Una partenza ridotta che rischia di configurarsi più come un trasferimento logistico che come l’attivazione di un vero ospedale di primo livello.

“A distanza di quasi 10 mesi dall’inaugurazione, oggi – grazie alla nostra audizione – apprendiamo che entro la fine di giugno sarà completato, dall’ospedale di Monopoli, parte del trasferimento nel nuovo ospedale (di primo livello) Monopoli-Fasano. E sottolineiamo ‘parte’ perché sia l’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, sia il diretto generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, hanno precisato che entreranno in funzione solo 125 posti letto, rispetto ai 300 previsti sulla carta”, le parole dei consiglieri regionali di FdI Antonio Scianaro e Tommaso Scatigna: “Quindi stiamo parlando di fatto di un mero ‘trasloco’ dall’ospedale di base di Monopoli nella nuova struttura, ma senza che entrino in funzione le 19 unità operative che lo renderebbero ospedale di primo livello e quindi in grado di curare le patologie tempo dipendenti. Questo significa che per una vera operatività ci vorranno ancora mesi. Del resto la stessa precisazione di Pentassuglia la dice lunga: ‘gradualmente’”.

Sul tavolo non c’è soltanto il tema dei reparti. C’è anche quello del personale. I 600 dipendenti dell’ospedale di Monopoli saranno trasferiti nella nuova sede, ma il fabbisogno stimato per garantire pienamente turni e servizi potrebbe superare quota 800 unità. L’assessore Pentassuglia avrebbe rassicurato sullo svolgimento dei concorsi, dai quali dovrebbero arrivare nuove assunzioni. Resta però l’interrogativo sui tempi. “La richiesta di audizione, quindi, non aveva lo scopo di sollevare ulteriori polemiche sui ritardi - ormai è noto a tutti che il 26 luglio scorso l’ex presidente Michele Emiliano organizzò, ad uso e consumo del centrosinistra, una manifestazione elettorale in vista delle Regionali di novembre -, ma ilo nostro scopo era avere rassicurazioni non solo sull’apertura, ma anche perché questa avvenga in sicurezza per gli operatori sanitari e i pazienti”, si legge nella nota diffusa da FdI: “Allo stato attuale, infatti, saranno trasferiti i 600 dipendenti dell’ospedale di Monopoli, ma a nostro parere ne serviranno molti di più, anche oltre 800, per assicurare tutti i turni dei vari servizi sanitari. Pentassuglia anche in questo è stato rassicurante: si stanno svolgendo, fortunatamente, dei concorsi, e quindi i nuovi assunti dovrebbero esseri presi dalle future graduatorie. Ma quanto tempo sarà necessario per avere personale sanitario idoneo a garantire assistenza adeguata per 300 posti letto?”.

Le incognite riguardano anche i servizi collegati alla struttura. Viabilità, collegamenti con i mezzi pubblici, posta pneumatica ed eliporto restano punti sensibili. Soprattutto gli ultimi due, secondo i critici, sarebbero stati eliminati dal progetto in modo discutibile, nonostante la loro importanza per un presidio classificato come ospedale di primo livello.

“Confidiamo che l’operatività dell’assessore possa al più presto confortarci su questi dubbi, ma anche su quelli che riguardano non solo la viabilità - per permettere di raggiungere il nuovo ospedale con i mezzi pubblici – ma anche quei servizi essenziali come la posta pneumatica e l’eliporto, che sono stati stralciati dal progetto, secondo noi in maniera arbitraria ed errata vista la necessità per un ospedale di primo livello”. Il tema, ora, è il cronoprogramma. L’apertura graduale non basta a sciogliere i dubbi su tempi, personale, reparti e servizi essenziali. Per questo viene chiesto un cambio di passo, ma soprattutto chiarezza: “È il momento che su questi argomenti, che riguardano la salute dei cittadini, si utilizzi un linguaggio della verità e non quello della demagogia, per questo motivo continueremo a vigilare con grande attenzione affinché vengano rispettati gli impegni assunti e il crono programma”.

Il dibattito sulla sanità pugliese è rovente e non potrebbe essere diversamente.

Nelle ultime settimane sono stati accesi i riflettori sui conti in rosso – una falla da 370 milioni di euro – e sul silenzio di chi dovrebbe dare delle risposte. "Basta con la polvere sotto il tappeto, vengano fuori sperperi e responsabili. I pugliesi hanno il diritto di sapere", il recente affondo di Paolo Pagliaro (FdI).

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