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Schlein resiste se vince ad Ancona, Pisa e Siena

Dopo le prime uscite incolori, è l’obiettivo minimo per fermare l’offensiva interna

Schlein resiste se vince ad Ancona, Pisa e Siena

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re vittorie, Pisa, Siena e Ancona, per rinviare la resa dei conti. È l'obiettivo minimo, che la segretaria del Pd Elly Schlein fissa con i suoi in vista dei ballottaggi nelle grandi città in programma domani e lunedì. La meta è la linea del Piave per neutralizzare (per ora) l'offensiva dell'area liberal e moderata nel Pd che punta già ad aprire il processo contro la svolta pro-Cgil imposta dal nuovo corso Schlein. Accantonati i sogni di gloria, del 7 a 0 nelle città al ballottaggio, la capa del Pd punterebbe a una quota di sopravvivenza con la vittoria in due città dal passato rosso, come Siena e Pisa, oggi in mano alla destra, e la riconferma dell'amministrazione Pd ad Ancona, dove il centrodestra spinto dal governo regionale guidato da Francesco Acquaroli avanza. A Siena, città simbolo degli scandali della sinistra legati al Mps, alle Comunali del 2018 l'ha spuntata il leghista Luigi De Mossi. Il sindaco uscente si è fatto da parte. Al secondo turno sono arrivate due donne: Anna Ferretti, sostenuta da Pd e Sinistra italiana, e Nicoletta Fabio, appoggiata dalla coalizione Fdi, Lega e Fi. Nella città di Ancona a sfidarsi sono Daniele Silvetti, sostenuto dal centrodestra, e Ida Simonella con al fianco Pd e Terzo Polo. Al primo turno il distacco è stato minimo: un migliaio di voti in più per la candidata dem. Che Ancona sia decisiva nei piani di Schlein è confermato dalla scelta della segretaria Pd di chiudere ieri la campagna elettorale nella città delle Marche con Ida Simonella. La sfida di Pisa assume un doppio significato politico. Il verdetto sarà importante non solo per capire il futuro di Schlein ma anche la prospettiva politica dell'alleanza Pd-M5s. La città è stata governata negli ultimi 5 anni dal centrodestra: il sindaco uscente Michele Conti ha sfiorato la vittoria al primo turno fermandosi di poco sotto il 50. Lo sfidante, Paolo Martinelli, sostenuto da Conte e Schlein, spera di realizzare il ribaltone e fare un regalo a Elly. Al primo turno il centrodestra ha portato a casa i sindaci di Latina, Treviso, Imperia e Sondrio. Il Pd ha conquistato due città: Brescia e Teramo. Al netto di Ancona, Pisa e Siena, la partita è aperta in altre 4 città importanti: Vicenza, Brindisi, Massa e Terni. I riflettori sono accesi su Vicenza dove il sindaco uscente Francesco Rucco del centrodestra è in testa di qualche lunghezza sul candidato di centrosinistra Giacomo Possamai. Schlein sogna di portare il «trofeo» Vicenza per contenere l'esodo tra la fronda dei moderati. Dopo gli addii di Fioroni, Borghi, Chinnici, Marcucci è arrivata la lettera di Stefano Ceccanti, Enrico Morando, Giorgio Tonini, che chiedono a Schlein di non seppellire l'area cattolica nel Pd. Anche gli ex sindaci Piero Fassino e Giuliano Pisapia sono in sofferenza. Mentre non si scioglie il nodo su Piero De Luca: Schlein non vuole la riconferma del figlio del governatore della Campania come vicecapogruppo a Montecitorio. «Un capriccio inspiegabile», fanno notare dalla corrente di Base Riformista il cui capo è l'ex ministro Lorenzo Guerini.

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