Scuola e atenei, la riforma La meritocrazia di Profumo non piace alla solita sinistra

Il "Pacchetto merito" sarà presentato al Cdm già mercoledì: premi a studenti e atenei migliori. Barricate del Pd. Fioroni: "Idea sbagliata della scuola"

Scuola e atenei, la riforma La meritocrazia di Profumo non piace alla solita sinistra

Arriva la riforma della scuola del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Una riforma a cui l'ex rettore del Politecnico di Torino sta lavorando e che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri mercoledì prossimo con un focus sul merito. Il principio che la muove? Soldi a scuole e atenei migliori e premi agli studenti più bravi. Parlare di meritocrazia, però, fa venire l'orticaria alla sinistra che si schiara subito contro. "La scuola italiana è una grande risorsa per il Paese - ha subito tuonato il pd Giuseppe Fioroni - la nostra scuola deve avere l’ambizione di essere per tutti di qualità".

Nella riforma sul tavolo di Profumo i premi prevedono sconti e agevolazioni tenendo, comunque, conto del reddito. E ancora: nella bozza anticipata da Repubblica vengono inseriti canali preferenziali, selezioni e competizioni, per far sì che l’eccellenza approdi al mondo del lavoro, ai vertici della cultura e dell’arte. Insomma, un obiettivo ambizioso che i tecnici del ministero hanno già battezzato "Pacchetto merito". "La bozza è composta di 25 articoli - spiegano fonti vicine al dicastero di Profumo - e nasce per rispondere alle critiche e richieste piovute da tutti i versanti". Pur restando il problema della copertura finanziaria (pare che il premier Mario Monti la voglia a costo zero), lo stesso ministro è determinato a procedere attraverso decreto così da tener fede al principio ribadito dal suo insediamento: "La scuola e l’università italiana devono puntare all’eccellenza e alla competitività".

Tra le proposte al vaglio del ministro dell'Istruzione c'è quella di istituire la figura dello "studente dell’anno" che verrà scelto da ciascun istituto tra chi conseguirà i voti più alti alla maturità tenendo conto della media degli ultimi tre anni, dell’impegno sociale e del reddito familiare. Gli studenti migliori avranno in cambio sconti su trasporti e mostre e all’università potranno beneficiare uno sconto del 30% sull’iscrizione. Appuntamenti stabili le olimpiadi di matematica, italiano e astronomia. E ancora: master class estivi gratuiti per i più bravi. Lo stesso principio del merito sarà applicato per gli atenei: verranno premiati i "migliori laureati" e i "migliori dottorati". Gli studenti che hanno ottenuto i crediti formativi universitari previsti e con votazione media non inferiore a 28/30 potranno anche sostenere l’esame di laurea con un anno di anticipo, mentre gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca potranno conseguire il diploma con un anno di anticipo. Possibile l’iscrizione in due università di pari livello.

Nella "Pacchetto merito" è inserita una parte che riguarda anche i docenti. Si parte, infatti, con la lotta all’assenteismo: i professori universitari avranno l’obbligo di 100 ore di didattica. Non solo. Gli atenei che non assumeranno gli insegnanti migliori, scelti da una commissione ad hoc con un commissario straniero, riceveranno minori finanziamenti. Anche qui i migliori saranno premiati: sono previsti premi per docenti e ricercatori universitari. Per favorire il ponte tra chi è più meritevole e capace e il mondo del lavoro gli atenei forniranno un elenco del 5% dei laureati più bravi: saranno pubblicati sul sito del ministero dell’Istruzione e avranno una corsia privilegiata con incentivi fiscali per i datori di lavoro. Le università migliori aderiranno a un’organizzazione internazionale del baccellierato. Per favorire l’internazionalizzazione degli atenei, incentivi per attrarre docenti dall’estero e per pubblicazioni in inglese.

Per la sinistra, però, troppo merito rischia di far male al sistema scolastico italiano. Tanto che sono bastate poche ore perché dal Partito democratico si levassero le barricate contro Profumo e la sua riforma. Secondo l'ex ministro Fioroni, infatti, "l'emergenza rispetto all’Europa non è la certificazione del merito, ma la grande dispersione scolastica e la necessità di migliorare le competenze dei nostri studenti che sono sotto la media Ocse". Tradotto in poche parole: la meritocrazia non è la strada giusta. L'esponente del Pd vorrebbe, piuttosto, il livellamento (verso il basso, ovviamente) degli studenti e del corpo docenti.

Secondo Fioroni, infatti, "interventi esclusivamente mirati ad incentivare la competizione e garantire l’eccellenza per pochi dà un'idea sbagliata" del sistema scolastico. Non solo l'ex ministro dell'Istruzione è contrario al numero chiuso nelle università, ma rigetta categoricamente anche il premio per lo "studente dell’anno".

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