Leggi il settimanale

Sfregiato a Milano il murales in solidarietà col popolo iraniano

L’opera dell’artista aleXsandro Palombo raffigurava The Donald seduto sulla lapide dell’ayatollah Ali Khamenei

Sfregiato a Milano il murales in solidarietà col popolo iraniano
00:00 00:00

I pro Pal italiani hanno già esposto quella che è la loro linea di schieramento nella nuova crisi mediorientale, ponendosi idealmente al fianco dell’Iran di Khamenei, che non è quella del popolo. Una distinzione fondamentale, che fa il paio con quanto accaduto poco meno di due mesi fa con il Venezuela di Nicolas Maduro. È stata chiamata qualche manifestazione a sostegno dell’Iran islamico, ci sono stati alcuni comunicati in cui le organizzazioni e i partiti dell’estrema sinistra hanno voluto precisare che loro sono contro l’Occidente, gli Usa e L’Europa. E tra le altre azioni che sono state intraprese per ribadire questo concetto, è stata vandalizzata anche l’ultima creazione di aleXsandro Palombo, street artist che utilizza le opere d’arte per raccontare l’attualità.

L’opera raffigurante Donald Trump seduto sulla lapide dell’ayatollah Ali Khamenei era stata realizzata nei pressi del Consolato degli Stati Uniti a Milano ed è stata sfregiata dalle stesse mani che, probabilmente, in passato hanno fatto lo stesso con quelli, per esempio, dedicati all’Olocausto. Nella versione originale la lapide riportava chiaramente la scritta “RIP Khamenei”, che adesso è stata completamente ricoperta da scritte, adesivi e slogan pro‑Palestina, con immagini del premier israeliano Benjamin Netanyahu e frasi come “Free Palestine”, “Ora e sempre resistenza”, “Israele fascista, Stato terrorista”, oltre a messaggi contro l’offensiva israeliana a Gaza, mentre anche il volto di Donald Trump è stato completamente cancellato.

L’opera nasceva come denuncia contro il regime dittatoriale degli ayatollah e come gesto di solidarietà verso il popolo iraniano, e si inserisce nel percorso artistico di Palombo, che negli ultimi anni ha dedicato numerosi interventi alla causa iraniana. Tra questi, le opere realizzate davanti al Consolato dell’Iran a Milano, come “The Cut” (2022), dedicata a Mahsa Amini e divenuta un simbolo internazionale delle proteste, e “Freedom” (2024), ispirata alla vicenda della studentessa Ahoo Daryaei, fermata dalla polizia morale dopo un gesto di protesta nel campus dell’Università Azad di Teheran. Non è da sottovalutare la tendenza dei gruppi estremisti di sinistra di schierarsi al fianco dei sanguinari dittatori, specialmente se questi sono fondamentalisti islamici.

L’estrema sinistra italiana, infatti, è stata permeata dall’ideologia islamica, che ha trovato terreno fertile per espandersi e manovrare le lotte dall’interno, approfittando di nemici comuni quali capitalismo e Occidente.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica