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Silvia Salis a ruota libera: "Trump, Netanyahu e Putin: una galleria degli orrori. Meloni? Grande percorso politico"

La replica del sindaco di Genova agli hater: "Per sminuire una donna guardano come si veste. Spoiler: non funziona"

Silvia Salis a ruota libera: "Trump, Netanyahu e Putin: una galleria degli orrori. Meloni? Grande percorso politico"
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Dalla politica interna alla politica estera, passando per il percorso personale e le critiche degli haters. Silvia Salis si è raccontata senza filtri ai microfoni di Vanity Fair e ha lanciato un messaggio forte e chiaro, quasi da aspirante avversaria di Giorgia Meloni. E a proposito del primo ministro, non è venuto meno un plauso: "È una politica determinata con posizioni molto distanti da me - le parole del sindaco di Genova - Ma resta una donna che ha fatto un grande percorso politico".

L'ex atleta nel giro di pochi mesi è diventata molto più di un'amministratrice locale, basti pensare ai tanti che la osservano come possibile volto nuovo della sinistra italiana. E sono destinate ad accendere il dibattito le sue dichiarazioni su alcuni leader internazionali: "Trump sembra una puntata della serie tv distopica Black Mirror. Credo che nessuno di noi potesse contemplare nella sua vita di vedere un presidente degli Stati Uniti di questo genere". Su Benjamin Netanyahu, la prima cittadina di Genova ha affermato di volerlo mettere "insieme a Trump ma a un livello più basso. Perché è anche più cattivo". Poi su Vladimir Putin: "Ma questa è la galleria degli orrori. Sono il male assoluto. Ci manca solo Orbán nella lista".

La Salis si è anche soffermata sui tanti attacchi ricevuti, tra chi la chiama "Barbie" e chi le punta il dito contro per una foto a piedi nudi prendendosela con il marchio di lusso delle sue scarpe: "Allora, premesso che non c’è niente di male nel comprarsi, con le proprie risorse, quello che più ci piace, ci tengo a dire che quella è una foto di quattro anni fa scattata nel mio ufficio del Comitato Olimpico e spacciata per recente, realizzata nell’ufficio da sindaca. È la solita storia: per sminuire la persona, soprattutto quando si parla di una donna, non entrano nel merito ma guardano a come si veste e a come appare. Ero abituata a tutto questo e mi sembrava normale quando abbiamo fatto le elezioni amministrative. Infatti mi dicevo: accidenti come sono scarsi, come possono pensare di vincere con questi argomenti? E, sbagliando, immaginavo che su un piano più nazionale la destra usasse altri temi. Invece no, il copione è lo stesso". La Salis ha dunque evidenziato: "Ma vi faccio uno spoiler: non funziona. Alle persone non interessa. Ora, io mi rendo conto che a una certa parte della politica possa sembrare incredibile, però è arrivato il momento di capire che puoi essere per la giustizia sociale, per i diritti dei lavoratori, per la riduzione delle disuguaglianze sociali e allo stesso tempo non negarti la libertà di spendere per le tue passioni quello che hai guadagnato onestamente. E se il dossieraggio su di me ha prodotto una foto con un paio di scarpe, che dire: per favore, andiamo avanti".

Dalla registrazione di due madri all'anagrafe ("ho permesso un diritto") al salario minimo ("il tema è nazionale"), la Salis ha acceso i riflettori sui principali dossier nazionali. Una battuta anche sulle sue esternazioni sul "genocidio” a Gaza: "E ho fatto bene, visto che anche chi non l’ha fatto si è dovuto rimangiare le parole dette. Ma come fare a restare indifferenti? Il sindaco deve esprimere l’identità della sua comunità.

Ed è un’idiozia pensare che la tua posizione di sindaco o di città non cambi le cose. Genova, poi, è un simbolo, uno dei più grandi porti del Mediterraneo, la sua posizione è rilevante. Pensi anche a tutta la vertenza Ilva sul mondo del lavoro".

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