Prima hanno occupato la sala stampa della Camera al fine di impedire - riuscendoci - lo svolgimento della conferenza stampa di Casapound. Poi, dopo essere stati sanzionati con la sospensione, i 32 deputati dell'opposizione hanno iniziato a stracciarsi le vesti e a rivendicare il loro gesto. Da Bonelli a Fratoianni (foto al centro), da Boldrini (foto a sinistra) a Scotto (foto a destra) il refrain è sempre lo stesso: «Casapound è fascista, l'abbiamo fatto per difendere il Parlamento che è la casa della democrazia, lo rifaremmo ancora e ancora». Eccoli i paladini della Carta e della libertà di espressione. E anche del doppiopesismo. Sì, perché, a guardar bene gli archivi del passato, si scopre che la casa della democrazia, per la sinistra, è come un portone bifronte che apre i battenti a discrezione, senza battere ciglio, neanche di fronte a fedine penali sporche o a soggetti pericolosi.
Qualche esempio? Beh, primo fra tutti, oltre a essere il più recente, è Mohammed Hannoun, a cui i pentastellati hanno steso un tappeto rosso e i flash lo hanno immortalato al fianco della Boldrini nella casa della democrazia e che ora si trovata agli arresti per finanziamenti ad Hamas. E chi c'era in prima fila accanto a Massimo D'Alema il 22 gennaio 2026 al convegno dem nella sala Berlinguer della Camera?
Abu Omar (alias di Ahmad Mohammad Suleiman Mousa) che, come Il Giornale ha scritto in esclusiva, è uno dei protagonisti della maxi inchiesta «Domino» sulla cupola di Hamas nonché indagato per il reato 270 bis, che punisce la creazione, promozione, organizzazione, direzione o finanziamento di associazioni finalizzate al terrorismo (anche internazionale).
L'11 ottobre 2023, sotto la presidenza sempre della Boldrini durante il comitato permanente sui diritti umani del mondo nella commissione affari esteri della Camera dei deputati si registra l'intervento in qualità di rappresentante dell'Associazione Verso il Kurdistan Odv di Francesco detto Cecco Bellosi, ex brigatista condannato «per banda armata e rapina di autofinanziamento». Ma nessuna protesta si leva. Così come nessuno apre bocca quando nelle stanze di Montecitorio faceva la sua apparizione in qualità di consulente del M5S Achille Lollo, ex attivista di Potere Operaio, autore reo confesso della strage di Primavalle. Il 21 dicembre 2021, qualcuno invece la bocca la apre, urlando tutto il suo sdegno per il formale invito a parlare davanti alla sottocommissione per i diritti umani del Camera dei deputati presieduta da Boldrini rivolto a Shawan Jabarin, direttore generale di Al-Haqun, terrorista condannato e a due organizzazioni terroristiche come Al-Haq e Addameer, entrambe parte dell'organizzazione terroristica Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). A urlare è l'Ambasciata israeliana in Italia e nessun paladino della casa della democrazia. Il 19 gennaio 2017 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani in Senato alla Presentazione del «Libro dell'incontro.
Vittime e responsabili della lotta armata a confronto» a discutere di temi affini c'era tra gli altri Andrea Coi, ex militante delle Br. Insomma, se è la sinistra a invitare personaggi quanto meno discussi la casa della democrazia non è un fortino da difendere ma un porto di mare. Con buona pace della coerenza.