Angela Lano, indagata all’interno della maxi inchiesta sulla cupola di Hamas in Italia sfida la magistratura e chiede di donare su un altro conto: “Israele vuole spegnerci, zittirci, e ci sta demonizzando attraverso i suoi referenti politico-mediatici. Contro di noi hanno scatenato la macchina del fango. Aiutateci a resistere e a continuare il nostro lavoro di giornalismo de-coloniale e decolonizzato”, scrive sul sito Infopal, anch’esso citato nelle carte come “organo di informazione dell’Abspp (l’associazione tramite cui sarebbero stati raccolte le donazioni da devolvere all’organizzazione terroristica) allegando le coordinate bancarie.
E su Facebook: “Avviso ai lettori e sostenitori dell’agenzia di stampa decoloniale Infopal, non mandate fondi al conto Benebanca perché c’è lo stanno chiudendo (pressioni superiori). Chi vuole sostenerci, e ringraziamo nel frattempo quelli che l’hanno già fatto, sono invitati a leggere le info qui”, scrive allegando il link dell’articolo.
La Lano secondo gli inquirenti “svolge attività propagandistiche e di sostegno all’attività di ABSPP, ricevendo da quest'ultima finanziamenti stabili”. Inoltre, gli accertamenti economico-patrimoniali hanno evidenziato come Abspp sostenga finanziariamente Infopal, avendo bonificato dal 2010 al 2024 oltre 300.000 euro.
In aggiunta, durante una conversazione tra il principale indagato, Mohammad Hannoun, e la Lano si comprende che Abspp elargisce mensilmente 2800 euro per Infopal che, in seguito alla chiusura dei conti dell'associazione, vengono consegnati in contanti per i mesi di febbraio, marzo e aprile 2024. Perché, quindi, oggi Lano ha aperto un altro conto?