Ritorno a casa o morte

Soltanto una telefonata può salvare la vita di Alfano

Ritorno a casa o morte

Signor ministro Alfano,
negli ultimi mesi noi del Giornale siamo stati molto critici nei suoi confronti. Spero però abbia compreso che nelle nostre parole, talvolta aspre, non ci fosse nulla di personale. In politica si giudicano gli atti politici e non gli uomini e le donne che ne sono protagonisti. Precisato ciò, desidero porle una domanda brutale: chi glielo ha fatto fare di lasciare la casa madre per andare all'avventura e alla ricerca di una improbabile gloria?
Al tempo del suo addio a Forza Italia, il cui ritorno in auge lei aveva favorito, c'era il governo delle larghe intese, presieduto da Enrico Letta, che in teoria sarebbe dovuto durare a lungo. Probabilmente lei pensava che l'elettorato avrebbe scaricato Silvio Berlusconi per un semplice motivo: la condanna definitiva avrebbe costretto il Cavaliere a ritirarsi a vita privata e a consegnare il partito ai cosiddetti falchi, da lei considerati poco affidabili e sgraditi alla base. Il ragionamento stava in piedi, ma solo apparentemente.
La realtà è mutevole e oggi assai diversa rispetto allo scorso autunno. Letta non c'è più. Le larghe intese appartengono a un passato che pare addirittura remoto. Lo scenario è cambiato, ma il Nuovo centro destra non si è sviluppato: anzi, è adagiato ricoprendo un ruolo secondario, per usare un termine gentile. È vero che Matteo Renzi ha bisogno di lei e dei suoi per formare la maggioranza a proprio sostegno, ma è altrettanto vero che voi non avete un futuro. Lo si evince dai sondaggi.
Il Ncd fatica a raggiungere il 4 per cento. Non ha partecipato alla competizione elettorale sarda. È terrorizzato all'idea di misurarsi alle europee consapevole di rischiare: sfonderà il tetto del 4 per cento indispensabile per entrare nel Parlamento continentale? Non è una bella vita, la sua, caro Alfano. Lei si è sbattuto per allontanare il pericolo di consultazioni politiche che sarebbero esiziali, visto che Forza Italia, anche se non vola alto, è saldamente ancorata al 22 e oltre per cento, quanto basta per avere voce in capitolo nel Palazzo e condizionarne le scelte.
Scusi Angelino, ma con la miseria del 4 per cento o giù di lì dove crede di arrivare? Ignoro quali siano i suoi piani per sopravvivere dignitosamente; mi auguro abbia un jolly in tasca da giocare al momento opportuno. Tuttavia, anche se mi impegno non riesco a intuire quale possa essere la sua strategia. Uccidere Berlusconi? Portare Dudù al canile? Convincere gli elettori che lei ha un quid più grosso di quello del Cavaliere e persuaderli che conviene votare il suo partitino anziché Forza Italia? Se questo è il disegno che ha in mente, mi sembra deboluccio e abbastanza velleitario.
Ormai la mappa politica si è delineata e difficilmente si modificherà in modo sostanziale. Il Pd grazie a Renzi ha una notevole spinta propulsiva e, salvo imprevisti, crescerà ancora. Forza Italia mantiene il minimo sindacale: 22-24 per cento e non si esclude un ulteriore balzo in avanti, specialmente se il mese venturo, aprile, i magistrati impediranno al fondatore di guidare la campagna elettorale europea. Ipotesi: se il suo gruppo, caro Alfano, trovasse le porte sbarrate a Bruxelles e a Strasburgo, cosa gli accadrebbe? Morte improvvisa o morte lenta? La vedo nera per lei e i suoi amici. E immagino le risate di Silvio.
Al punto in cui siamo, reputo improbabile che lei si rassegni a fare un passo indietro. La situazione è compromessa. Però un suggerimento - gratis - glielo do volentieri. In tutta segretezza, si rechi ad Arcore con i baffi finti e chieda udienza al Cavaliere. Il quale la riceverà, ne sono sicuro, ma solo dopo la partita del Milan. E gli confessi sinceramente di aver commesso una sciocchezza il giorno in cui si fece intortare da Napolitano e da Letta. Lui è un uomo di mondo oltre che di mondane e perdona le debolezze dei suoi simili. Ovvio. È necessario non dare pubblicità all'iniziativa, altrimenti una figuraccia è inevitabile. Vi accordate. Lei finge di proseguire in solitudine; lui anche. Al momento giusto, cioè quando si tratterà di recarsi alle urne, zac, vi ricompatterete dichiarando urbi et orbi che, nell'interesse del popolo moderato (si fa per dire), della democrazia e bischerate del genere, vi ricompattate e affrontate insieme, più forti che prima, la prova più importante: quella del voto. Coraggio, Angelino, una telefonata - lo sai anche tu - salva la vita.