Politica

La memoria corta di De Benedetti

L'operazione studiata per Alitalia non piace nemmeno a noi, ma della morale dell'Ingegnere facciamo volentieri a meno

La memoria corta di De Benedetti

Sull'intervento delle Poste nel milionesimo salvataggio di Alitalia le battute in rete si sono sprecate, dal «Bancopista» alla «cartolina d'imbarco». Ma in mezzo a tanta ilarità è suonata stonata la chiosa di Carlo De Benedetti, secondo il quale l'intervento delle Poste cela il salvataggio della compagnia «Air Mistral» e che in realtà si sta parlando solo di «soldi che vanno da una tasca all'altra». Detto da chi bene se ne intende di passaggio di soldi (dalle tasche altrui alle proprie) sarà sicuramente vero, ma non si può fare a meno di rimanere stupiti davanti alla sfrontatezza di chi in passato confessò di aver pagato tangenti per ottenere commesse proprio dalle Poste. La questione è nota e risale ai tempi in cui l'Ingegnere era al vertice di Olivetti, da cui le Poste compravano copiatrici e telescriventi. Su questi ordinativi l'Olivetti prosperava e De Benedetti dichiarò al Wall Street Journal che «se dovessi rifare tutto di nuovo lo rifarei: pagherei le tangenti ai politici per ottenere le commesse». Adesso che di tangenti (si spera) non ce ne sono, verrebbe da dire che l'ultimo che dovrebbe fare lo schizzinoso sulle manovre delle Poste dovrebbe essere proprio lui. Che poi l'operazione studiata per Alitalia non piaccia nemmeno a noi, questo è sicuro. Ma della morale dell'Ingegnere facciamo volentieri a meno.

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