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Strappa manifesti di Ramelli: aggredito

Vittima un 33enne, è caccia a 4 persone. De Corato: "Se l'è cercata», poi spiega"

Strappa manifesti di Ramelli: aggredito
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È caccia ai militanti di estrema destra che martedì sera hanno aggredito a calci, pugni, colpi di casco un 33enne che aveva strappato uno dei manifesti appesi per la parata dedicata a Sergio Ramelli, il 18enne del Fronte della gioventù sprangato da membri di Avanguardia Operaia e molto il 29 aprile del 1975, dopo 47 giorni di agonia. Il pestaggio è scattato prima di mezzanotte in zona via Aselli, dove ieri sera è partito il corteo dell'estrema destra diretto fino al murale di Ramelli tra via Paladini e piazza Aspromonte. Il 33enne, italiano, ha raccontato di essere stato circondato da un gruppo di militanti, che lo avrebbero colpite con le scope usate per attaccare i poster, e poi avrebbero chiamato rinforzi. Quattro persone arrivate a bordo di una Golf avrebbero aggredito lui e anche un testimone arrivato per soccorrerlo. I Cc hanno identificato il proprietario dell'auto e acquisito i video in zona. Sarebbero quattro le persone ricercate. Il 33enne è stato trasportato dal 118 in codice verde all'ospedale Città Studi, ha riportato ferite lievi, soprattutto al labbro e al sopracciglio. Ieri pomeriggio ha formalizzato la denuncia. «Ho chiesto informazioni, non ne sappiamo ancora niente» ha commentato ieri mattina il sindaco Beppe Sala arrivando ai Giardini Ramelli per la commemorazione ufficiale. Il deputato FdI Riccardo De Corato, a pochi metri, risponde a caldo: «Uno che va a strappare i manifesti di Ramelli già è grave, che lo faccia il giorno in cui è stato ammazzato... non aggiungo altro. É stato picchiato perchè ha voluto andarsele a prendere». Il segretario del Pd Milano Alessandro Capelli ribatte: «Lo hanno cercato, non se l'è cercata. Si scusi». Il capogruppo regionale dem Pierfrancesco Majorino contesta De Corato: «Parole vergognose, l'aggressione a un ragazzo è un atto da fascisti e vigliacchi». E De Corato, ex vicesindaco, a distanza di qualche ora fa «una doverosa precisazione». Smentisce «categoricamente di aver approvato l'uso della violenza contro l'uomo che stava staccando manifesti. La mia storia personale testimonia come io sia sempre stato contrario all'uso della violenza non solo fisica ma anche verbale. Purtroppo quando mi è stato raccontato l'accaduto avevo erroneamente capito che l'aggressione non aveva comportato nessun danno fisico, solo parole grosse». É un'aggressione che «ricorda gli anni bui in cui prevalevano odio e violenze delle quali prendo le distanze senza se e senza ma». Alla commemorazione Sala arriva ancora senza fascia tricolore e De Corato lo sottolinea («ho perso le speranze, e la sinistra in 50 anni a Milano non ha dedicato una via a Ramelli»). Il sindaco ribatte che «non la metto nè per le vittime di destra nè di sinistra». Presenti la sottosegretaria Paola Frassinetti, l'assessore regionale Romano La Russa, la vicesindaco Scavuzzo, il segretario di Azione Milano Ascioti.

Alessandro Colucci (Noi Moderati) afferma: «La memoria anche quando è divisiva non deve mai tradursi in violenza». Circa duemila ieri sera i partecipanti alla parata che si è conclusa con i saluti romani. Bollati da Sala in mattinata: «Sono inaccettabili».

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