Il Comune di Torino ha reso definitiva la Tessera Alias per il trasporto pubblico, dopo una sperimentazione durata due anni. La misura, spiegano il Gtt Gruppo Torinese Trasporti e il Comune riguarda le persone transgender e non binarie in percorso di affermazione di genere. Queste potranno utilizzare sui mezzi un documento collegato all’abbonamento con nome d’elezione e foto aggiornata.
Il documento, collegato alla carta BIP ma separato da essa, permette di verificare l’abbonamento senza esporre dati anagrafici non aggiornati. Il rilascio avviene su richiesta, senza necessità di certificazioni mediche. La sperimentazione, avviata nell’aprile 2024, aveva coinvolto 42 persone.
Con le scale della metropolitana spesso guaste, le lunghe attese per certi bus, il tram della linea 4 poco sicuro per scippi e aggressioni, la tessera alias era una priorità? Se lo chiede
Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
“La tessera ‘alias’ di Gtt è un accrocchio ideologico, un inutile vessillo piantato da una certa sinistra che gioca a creare finti problemi per trovare altrettante finte soluzioni. Come può un abbonamento essere discriminatorio? Non solo è una scelta che non rappresenta un passo avanti per l’inclusione, ma solleva più di una perplessità sulle reali priorità dell’amministrazione, visto che arriva nelle more di un servizio tutt’altro che irreprensibile.