Svarioni, fake news e deliri ideologici: la rabbia dei radical chic fa brutti scherzi

Jebreal condivide il falso lanciato da un estremista nero. E Luccarelli si confonde

Svarioni, fake news e deliri ideologici: la rabbia dei radical chic fa brutti scherzi
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Prima di ripercorrere gli inciampi social delle ultime ore di Rula Jebreal e Selvaggia Lucarelli, tocca fare un passo indietro e riavvolgere il nastro. Bisogna partire dal 2006 e dalla filosofa Judith Butler, studiosa femminista, esperta di questioni di genere e punta di diamante del pensiero «woke» statunitense. Ecco cosa diceva Butler diciassette anni fa durante un convegno all'università di Berkeley: «Hamas e Hezbollah sono movimenti sociali progressisti, parte integrante della sinistra globale». Una saldatura tra certe frange della sinistra radical e il fondamentalismo islamico che ora è quanto mai attuale.

Un atteggiamento che porta alla diffusione di notizie non verificate e fake news anche da parte di quei giornalisti sempre attenti alla deontologia degli altri. Prendiamo il caso di Jebreal, giornalista e scrittrice palestinese con cittadinanza israeliana e italiana, volto noto della televisione italiana e molto conosciuta negli Stati Uniti. L'attivista attacca Israele in tv e dal suo seguitissimo profilo su X. Solo che la foga può fare brutti scherzi. E così accade che la paladina della correctness, sempre pronta a bacchettare i colleghi, soprattutto se di idee diverse dalle sue, inciampa in una vera e propria bufala.

Venerdì Jebreal condivide un video in cui si vedono dei cittadini israeliani intonare cori che inneggerebbero alla distruzione di Gaza. Poi commenta indignata: «Fanatici di destra israeliani celebrano la carneficina a Gaza, esultano per l'uccisione di 4mila bambini palestinesi». Benzina sul fuoco sull'antisemitismo. Solo che il video è del 2015. Un montaggio di filmati girati otto anni fa durante una manifestazione di un gruppetto di estrema destra contro i matrimoni misti. Ma la cosa più grave è che il video è stato preso dal profilo di Matteo Cocchi, un utente neofascista che twitta citazioni di Adolf Hitler. E poi c'è Lucarelli, opinionista e firma del Fatto Quotidiano.

Anche lei nell'impazienza di attaccare Israele rilancia una clip in cui si vedono dei civili morti su una strada. Poi scrive: «Sembrano le immagini di Bucha. Ma vedo meno pietà in giro». La fonte del video sostiene che l'esercito israeliano è il responsabile del massacro. Altri utenti accusano Hamas. Lucarelli poi fa marcia indietro e spiega di non sapere chi abbia commesso il crimine. Sicuramente sarebbe stato opportuno evitare di diffondere un filmato non verificato. Ma sui social c'è di tutto.

E impazzano giovanissimi tik toker con decine di migliaia di followers, invitati anche dalle tv nazionali, che accostano la Palestina e Hamas alla resistenza contro il nazifascismo. Non manca nemmeno chi si esalta davanti ai lanci di razzi da Gaza contro i civili israeliani. L'odio contro Israele è virale e si nutre di bufale.

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