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Torino, Consiglio regionale Avs e M5S non votano il riconoscimento agli agenti feriti durante il corteo per Askatasuna

Via libera del Consiglio regionale: riconoscimento agli agenti feriti negli scontri di Torino, ma il voto si trasforma in scontro politico con l’assenza di Avs e M5s che accende le polemiche della maggioranza

Torino, Consiglio regionale Avs e M5S non votano il riconoscimento agli agenti feriti durante il corteo per Askatasuna
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Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato l'Ordine del Giorno presentato dal Consigliere di maggioranza Sergio Bartoli (Lista Cirio Presidente), per l'attribuzione di un riconoscimento da parte della Regione ai due agenti di polizia feriti durante gli scontri del 31 gennaio scorso, a seguito del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino.
«Il riconoscimento agli agenti Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti è doveroso, in rappresentanza degli agenti di Polizia e militari feriti durante gli scontri – commenta Bartoli –: le Forze dell'Ordine sono costituite da uomini e donne che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità per i cittadini. Il minimo che le istituzioni possano fare è riconoscerne il valore e la dedizione in modo tangibile, segnalando al contempo che non c'è spazio per la violenza nel dibattito pubblico. È una scelta che hanno già compiuto altre istituzioni in tutta Italia, a partire dal Comune di Torino, dove il Sindaco Stefano Lo Russo ha annunciato la concessione della benemerenza, fino al Consiglio regionale dell'Abruzzo».
«Spiace – conclude Bartoli – che AVS e Movimento 5 Stelle abbiano scelto di non partecipare al voto. Una posizione che, nei fatti, equivale a non esprimere vicinanza alle Forze dell'Ordine. In momenti come questi, l'assenza non è neutralità: è un segnale politico chiaro. Quando si tratta di difendere chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini, servirebbe unità e responsabilità, non ambiguità».
Interviene anche Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte: “Avs e Cinquestelle hanno scelto di stare dalla parte sbagliata: giù la maschera, certa politica continua a legittimare la violenza antagonista. Non si smentiscono mai!”.
“Non parliamo – continua Ravello - di un atto divisivo o ideologico, ma di un gesto minimo, doveroso, di rispetto verso uomini che, in uniforme, sono stati aggrediti mentre svolgevano il proprio lavoro a tutela della sicurezza pubblica. Eppure anche di fronte a fatti così gravi, qualcuno ha preferito rifugiarsi nell’ambiguità. Ancora una volta assistiamo a una politica che evita di prendere posizione con chiarezza, che si nasconde dietro formule prudenti e che, nei momenti decisivi, sceglie di non scegliere”.

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