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Via Torino, ira commercianti. L'assessore: "Niente ristori"

Negozianti e residenti contro Granelli nel Municipio 1: "Mai avvisati". E via alle ruspe durante le Paralimpiadi

Via Torino, ira commercianti. L'assessore: "Niente ristori"

«Caduti dalle nuvole». Martedì parte il maxi cantiere per rimuovere il 65% del pavè da via Torino e Cesare Correnti, lavori che stravolgeranno la viabilità del centro e bloccheranno traffico e mezzi Atm lungo tutto l'asse commerciale fino al 16 settembre (in via Torino) e il 2 ottobre (in Correnti) eppure la notizia è stata diramata dal Comune il 20 febbraio e commercianti, amministratori di condominio, residenti lo hanno scoperto quasi per caso. Non stupisce che l'assessore alle Opere pubbliche Marco Granelli, che ha illustrato due sere fa le tappe del cantiere al Consiglio di Municipio 1, sia stato travolto dalle proteste. Alessia Comini, amministratrice di un condominio di via Correnti, gli ricorda che «la nostra figura è molto importante come tramite con i cittadini ma ancora oggi non ho ricevuto notizie dal Comune e ci sono interventi straordinari in appalto da a fine marzo. Non so dire alle imprese se potranno eseguirli o meno. Se slittano, i proprietari perdono le detrazioni fino al 50%». Una residente nel palazzo puntualizza che tra cantieri M4 e rimozione del pavè «subiamo disagi da 10 anni». In generale, sono quasi tutti d'accordo, anche i consigliere del centrodestra, concordano che la rimozione dei masselli - conservati solo in via Orefici, nel tratto di via Torino da piazza Duomo al Civico Tempio di San Sebastiano e in largo Carrobbio - e la ripavimentazione con asfalto rosso renderà la strada più sicura. Il Comune finisce sotto accusa per l'accelerata improvvisa senza aver coinvolto residenti e commercianti, senza aver previsto ristori.

«É mancata la comunicazione - attacca in aula un rappresentante Epam (pubblici esercizi) -, non ce lo meritiamo. Su un cantiere di 6/7 mesi in una delle vie più commerciali si doveva aprire un tavolo mesi prima, per valutare insieme disagi e soluzioni. Il periodo estivo è il più turistico, molti negozi e bar, che pagano comunque la Tari e le tasse, saranno costretti a chiudere. Pensiamo a un'attività come Peck in via Spadari con 127 dipendenti. Vanno garantiti indennizzi come per i cantieri M4 e tempi certi». E poi, domanda, «perchè partire il 10 marzo se le Paralimpiadi finiscono il 16? Manca anche questa attenzione». L'assessore Granelli si impegna a «garantire il rispetto dei tempi. I ristori? Non sono previsti. Sono stati introdotti con M4 per la prima volta e qui siamo nell'ordine dei 6 mesi di lavori, senza coprire le vetrine con cesate». Matteo Galli, residente e organista titolare della Basilica di San Satiro, ribadisce all'assessore: «Siamo cascati tutti dalle nuvole. Abbiamo una ventina di eventi in programma tra marzo e aprile, un'altra serie a maggio, 400mila visitatori all'anno. Non horicevuto nessuna comunicazione su lavori che iniziano tra una settimana e stravolgono la viabilità. Potevamo riorganizzare prima le attività». É «molto preoccupata» la titolare dell'Hotel Regina, anche in vista del Salone del Mobile ad aprile. Era «totalmente all'oscuro» il titolare del garage in via Santa Maria Valle. Il capogruppo di Forza Italia Federico Benassati contesta «il solito modus operandi, la mancata trasparenza» più che l'intervento («necessario»). Se «avessero avvisato le attività con almeno 2 o 3 mesi di anticipo si sarebbero potute organizzare, escono da anni di disagi legati ai ritardi di M4, chi non ha chiuso rischia di farlo ora. Il Comune dia ristori». Ieri è partito l'altro grosso cantiere di riqualificazione e sostituzione dei binari in via Bramante, con traffico bloccato fino al 16 settembre. Granelli anticipa che in autunno o «la rimozione dei binari non utilizzati e dei masselli in corso di Porta Romana, da Crocetta a Medaglie d'Oro. Ieri si è discusso dei lavori anche in Commissione comunale. E pure qui, il consigliere FdI Enrico Marcora rimarca «la mancanza di rispetto, si illustrano i lavori quando ormai stanno partendo».

Al capogruppo della Lega in Comune Alessandro Verri e in Zona 1 Anna Pignatti «spiace che si stia buttando via un pezzo di storia di Milano» e incalzano su «ristori» e «mancanza di comunicazione adeguata». Precisa Granelli che «il primo incontro con i commercianti l'abbiamo fatto 20 giorni prima, non dieci».

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