Ilaria Salis è stata ospite nelle scorse ore di David Parenzo a L’Aria che Tira sul tema cubano. A marzo l’eurodeputata di Avs ha partecipato alla “flotilla” che è andata a Cuba in aereo: una parte degli attivisti, infatti, ha raggiunto l’isola dagli Usa per violare il blocco navale, che però non c’è stato perché tutti sono riusciti ad arrivare senza interferenze a Cuba. Un’altra parte di attivisti, quella con Salis, ha raggiunto Cuba in aereo: tutti sono comunque riusciti ad arrivare sull’isola, al pari delle migliaia di turisti che ogni anno la scelgono come meta.
L’europarlamentare ha avuto un acceso confronto con Francesco Giubilei, giornalista ed editore, sull’attivismo italiano di piazza, che Salis difende fervidamente nonostante quello che si vede nelle manifestazioni che si susseguono. Ed è proprio in questo impeto che Salis ha coniato una nuova parola per il dizionario italiano: “Zelanza”. O meglio: “Non sembra che abbiate difeso la libertà con tutta questa zelanza”. Chissà, magari Salis ha voluto fare la crasi tra “zelo” e “arroganza” ed è venuta fuori questa parola nuova. Nel corso della discussione nessuno sul momento si è reso conto dell’errore di Salis, che è stata anche un’insegnante oltre che un’attivista dei centri sociali prima di essere arrestata a Budapest, da dove poi ha fatto direttamente l’evoluzione in europarlamentare.
Per altro, lei potrebbe rappresentare un unicum nella storia italiana: non sono noti casi di persone che, dal carcere, passano direttamente al parlamento Europeo, candidati quasi in contumacia, senza fare nemmeno campagna elettorale. Salis si è trovata in pochi mesi dall’essere una detenuta in Ungheria all’essere un membro del parlamento europeo, rappresentante degli italiani. Al di là di tutto quello che si può dire sul suo problema giudiziario con l’Ungheria, che non si è risolto e probabilmente scemerà in un nulla di fatto, resta il fatto che la candidatura di Salis è arrivata per farla uscire dal carcere.
E la mancanza della palestra elettorale, dei dialoghi e dei confronti, si percepisce anche in queste cose quando Salis è chiamata a interloquire pubblicamente, dimostrando i limiti dialettici. Va anche detto che non sono frequenti le apparizioni televisive dell’europarlamentare di Avs, che preferisce comunicare a circuito chiuso con i video sui social.