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Vannacci ora va a caccia di consensi tra i novax ma fa cilecca

Il generale ha organizzato a Roma un incontro con la cosiddetta “Avanguardia del Dissenso” per trovare un nuovo bacino elettorale. Il malumore dei No Vax: non vogliamo essere strumentalizzati

Vannacci ora va a caccia di consensi tra i novax ma fa cilecca
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Il generale Roberto Vannacci rivendica un incremento di esponenti e ci accusa, dice che "farnetichiamo" di “perdita di consensi” per il suo movimento. Ma, intanto, va a caccia di bacini elettorali strizzando l’occhio da una parte e dall’altra. Dopo averlo fatto con la destra radicale ed essere stato da questa allontanato nonostante lui definisca la sua idea come “unica destra che conosca”, ora strizza l’occhio al movimento antisistema dei novax, che però non gradisce essere usato e strumentalizzato per campagna elettorale. È il blog ilperbenista.net di Marco Belviso a fare il punto sulla nuova manovra del generale in cerca di voti in vista del 2027.

Oggi, infatti, Vannacci incontra a Roma la cosiddetta “Avanguardia del Dissenso”, ossia il mondo dell’antisistema che da 5 anni ha trovato un collante nell’avversione all’obbligatorietà vaccinale del tempo del Covid. Ma quel mondo non è il suo e, infatti, in tanti hanno preso le distanze da Vannacci per non trasformarsi in “utili idioti” di una causa sentono non essere la loro. Anche perché l’evento è nato mesi fa, quando Vannacci era ancora un esponente della lega e non uno qualunque, il vicesegretario del partito. Aveva, quindi, un’impostazione politica e di immagine diversa, e un confronto di questo tipo con un esponente della Lega avrebbe avuto un senso, secondo gli esponenti dell’antisistema. Ora Vannacci non è più nella Lega ed è a capo di un movimento che sta cercando di crescere, il che significa trovare ancoraggi sul territorio per recuperare voti e preferenze. Ma il movimento della “Avanguardia del dissenso” non si fa usare in questo modo: Vannacci è un europarlamentare e generale, rappresenta il sistema nella sua massima espressione. Si colloca a destra e ci tiene a distinguersi dalla sinistra, cosa che da quelle parti non concepiscono. E sono ancora tanti gli elementi che rimarcano la distanza tra l’ex leghista e questo tipo di aggregazione, tanto da spingere molti a non presentarsi per non mischiare i due mondi.

“Il mio nome è ancora sulla locandina ma io ho avvisato da tempo gli organizzatori che non avrei mai partecipato”, ha spiegato a ilperbenista Riccardo Szumski, medico e consigliere regionale di Resistere Veneto. “Oggi Vannacci ha costituito un partito proprio con ideali che vanno in forte contrasto con il mio autonomismo e indipendentismo: si figuri che si chiamano Futuro Nazionale. Non ho alcuna intenzione da farmi strumentalizzare da chi vuole tirare su seguaci per un proprio partito personale”, ha concluso il consigliere, che infatti non ci sarà. È presente, invece, Stefano Puzzer, che è stato leader dei portuali di Trieste nelle battaglie contro l’obbligatorietà vaccinale insieme ad altri esponenti, tranne Andrea Stramezzi, medico, recentemente colto da malore ma ancora presente nella lista. “È una persona totalmente inaffidabile, che non crede in ciò che dice e che fa solo sparate sul momento che pensa possano essergli utili sul momento ma ormai non lo sono più così tanto perché non gli crede più nessuno”, ci ha detto Stefania Bardelli, ex collaboratrice di Vannacci sul territorio, che ne ha preso le distanze.

Durante il suo intervento a Roma, il generale ha però dichiarato di non essere andato a quell’evento “a cercare voti e allisciare il pelo al popolo no vax, che è comunque una definizione che trovo offensiva. Io ho le mie posizioni, principi e valori e li porto avanti. Se piacciono bene, sennò scegliete altri politici. Io non cerco di adeguare la mia posizione in base ai sondaggi. Quindi prendetemi per come sono e questo rimarrò. Sono venuto qua perché si parla di dissenso, negazione della verità, di censura”.

Ha dichiarato che non sarebbe intervenuto su questioni medico-scientifiche perché "non ho le competenze", ma ha contestato l'imposizione dell'obbligo vaccinale in Italia durante la pandemia e ha concluso: "Che senso aveva uscire con la mascherina? Ricordate di quando si poteva uscire con il cane ma non con il proprio figlio? A ripensarci mi si accappona la pelle. Questo dovrebbe dare la sveglia a tutti i politici per non ripetere gli errori".


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