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"Vogliamo prenderci tutta la città". Askatasuna presenta la strategia paramilitare nell'assemblea nazionale

Sono previsti diversi punti di partenza per il corteo nazionale del 31 gennaio: un'azione di accerchiamento per sfidare le forze dell'ordine contro il sequestro dello stabile occupato per 29 anni

"Vogliamo prenderci tutta la città". Askatasuna presenta la strategia paramilitare nell'assemblea nazionale
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Askatasuna per la sua assemblea nazionale ha ottenuto gli spazi dell'Università di Torino, facendo storcere il naso anche ai sindacati di polizia, che considerano inopportuna questa concessione, considerando la natura dell'organizzazione. "Non siamo di fronte a un dibattito culturale o accademico, ma all'uso di un'istituzione pubblica, finanziata dallo Stato, come piattaforma politica militante contro un governo democraticamente eletto", hanno dichiarato gli esponenti Fdi Paola Ambrogio e Alberto Ravello. Ma nonostante le proteste l'assemblea si è comunque tenuta all'interno degli spazi del Campus Einaudi, ormai da anni roccaforte di centri sociali e collettivi della sinstra radicale.

Sono arrivate delegazioni da tutta Italia: dallo Spin Time e dal Quarticciolo di Roma, dal Nord-Est, dal Labas di Bologna, da Cosenza, oltre a rappresentanti di Arci, Movimento No Tav, Usb, Cobas e altre realtà, gravitanti nell'orbita dei centri sociali ma non da questi dipendenti, come i sindacati di base. "Quello che è successo a Torino ha sollevato una grande mobilitazione. Crediamo che questa assemblea possa essere un ponte tra le mobilitazioni per la Palestina, gli scioperi e ciò che può diventare un grande movimento di opposizione sociale al governo Meloni", hanno dichiarato gli esponenti di Askatasuna. Dall'assemblea hanno anche sottolineato che il sequestro dell'edificio, tenuto occupato per 29 anni illegalmente, "è un attacco generale che il governo Meloni sta portando avanti e di fronte a questo c'è bisogno di unire le forze".

Non sono mancate le minacce, che smontano previdibilmente gli intenti con i quali l'Università di Torino ha concesso gli spazi, ribadendo "la ferma condanna circa azioni violente e illegali" ma al contempo riaffermando "il proprio ruolo di luogo di dialogo e libero confronto democratico per tutta la propria comunità". Askatasuna, infatti, durante gli interventi negli spazi del Campus ha dichiarato che "ci volevano in prigione, chiusi, ci avranno nelle piazze. A sarà dura", aggiungendo che "il 31 gennaio vogliamo essere capillari e prenderci tutta la città, per questo ci saranno tre punti di partenza: Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova. Sarà un corteo che dovrà vederci protagonisti e uniti nel prima, nel durante e soprattutto nel dopo".

La capillarità è una strategia paramilitare già vista in altre occasioni, che ha lo scopo di rendere difficile alla polizia controllare il territorio e prevenire gli accerchiamenti di chi sfrutta l'ovvia superiorità numrica. Difficile considerare questi intenti come pacifici: "Sappiamo che siamo dalla parte giusta della storia, sta a noi lottare e resistere".

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