Volano stracci tra Vauro e Travaglio: fascista come Grillo

Il vignettista prende di mira, prima Dario Fo, poi Travaglio, accusando quest'ultimo di difendere sempre Grillo

Giulia Innocenzi, Luisella Costamagna, Marco Travaglio, Vauro e Michele Santoro
Giulia Innocenzi, Luisella Costamagna, Marco Travaglio, Vauro e Michele Santoro

A Vauro Senesi Beppe Grillo proprio non va giù. E lo dice apertamente, senza peli sulla lingua. Prima a Dario Fo e poi a Marco Travaglio. "Caro Dario, ma che ci facevi su quel palco?". Comincia così la lettera aperta che il vignettista ha scritto su Twitter al premio Nobel. "Dobbiamo vincere e vinceremo, che brutte parole. Rivoluzione non è strillare che tutti sono morti, cadaveri. Non mi piacciono i portatori di verità assolute, non mi piace chi non ha dubbi e non mi piacciono nemmeno le piazze quando non sanno che ripetere le parole del capo. Ti chiedo di scendere da quel palco, Compagno Dario", ha scandito Vauro riferendosi al V-Day di domenica scorsa a Genova. Ma Fo non è sceso. Così come Travaglio continua a sostenere le battaglie del leader del Movimento 5 Stelle, non curante del fatto anche persino Michele Santoro lo invitò a smettere di difenderlo sempre. E così oggi Vauro ha affilato la matita e ha disegnato una vignetta caustica sul Fatto Quotidiano: Vauro ha raffigurato se stesso con le orecchie d'asino mentre afferma: "Però Grillo ha detto proprio 'dobbiamo vincere e vinceremo' come Mussolini". Risposta di Travaglio: "Scherzava dai...". Vauro ribatte: "Ok scherzava. Marco ora mi posso togliere il cappello da ciucco?".

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