Italiani in Croazia massacrati di botte per una ricevuta

SORPRESA Un pezzo di vetro nella crêpe e alla fine è arrivato un conto salatissimo

Italiani in Croazia massacrati di botte  per una ricevuta

Una vacanza in Croazia tutto compreso. Anche le botte. Il mare azzurro, il sole splendente, una moltitudine di isole, isolotti e scogli, la barca a vela, l’abbronzatura, i prezzi bassi in tempi di crisi e la cena romantica al ristorante nella baia. Che però si trasforma in un incubo. Perché alla fine del menù ti servono una scarica selvaggia e violenta di pugni e calci, perché fai l’italiano perbene, quello che paga il conto, anche se salatissimo, ma chiede la ricevuta fiscale. E anziché portartela in tavola su un piattino, ti ripagano massacrandoti di botte senza un motivo.
È la brutta avventura accaduta a un gruppo di cinque turisti italiani, due uomini e tre donne, che sono stati aggrediti dai proprietari del ristorante Aquarius in Croazia, nella baia del Passaggio di Mala Proversa, un angolo azzurro sulla costa dalmata.
Eppure che la cena potesse finire con un boccone amaro da digerire, forse la comitiva di turisti italiani l’aveva intuito fin dall’antipasto. Quando una mangiando una crêpe si sono trovati a masticare un pezzo di vetro. Il cameriere si è prontamente scusato, ma era un pessimo segnale. Terminata la cena, al momento di pagare, il gruppo ha chiesto la conversione in euro del conto espresso sulla ricevuta in kune, la valuta locale. Qualche lamentela è nata al momento di convertire la cifra che è lievitata. «Questo è un ristorante e non una banca. Il cambio della valuta lo facciamo come vogliamo noi», la risposta tagliente che i cinque turisti italiani hanno ricevuto. Ma il gruppo ha comunque pagato, con una richiesta supplementare: la ricevuta fiscale. È scoppiato il finimondo. Perché il secco «no» dei gestori non era che l’inizio di una drammatica serata. Tanto per cominciare, al contrario dell’accordo preso in un primo momento, i ristoratori si sono poi rifiutati perentoriamente di riaccompagnare il gruppo di italiani al largo della baia dove era ancorata la loro barca a vela. «E alle nostre ripetute richieste di mantenere la parola data, i gestori del ristorante ci hanno assalito», ha riferito al Consolato la giornalista siciliana Elvira Terranova che faceva parte della comitiva. Sono volati pugni, schiaffi, spintoni e calci. Un’altra donna, addirittura, è stata sollevata di peso e buttata in mare, l’altra è stata spinta a terra. Uno dei due turisti italiani ha avuto la peggio, riportando una profonda ferita al volto ed escoriazioni su varie parti del corpo. Sono stati salvati dallo skipper di una barca a vela che li ha tratti in salvo.


L’odissea dei cinque italiani rimbalzata dall’altra parte dell’Adriatico è un pessino spot per la Croazia, da anni gettonatissima meta per migliaia di turisti del Belpaese, calamitati sulle coste della Dalmazia dall’incanto del paesaggio balneare e dai costi tollerabili. Eppure lo storico rapporto di amore-odio per i vicini italiani ha scritto un’altra pagina nera.

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