Juve, contro il Bayern perdere punti vuole dire pericolo

Effetto T. C’è chi se ne libera. E chi ne riscopre il benefico effetto. Stasera vedremo chi ci avrà preso. Sempre che tanto basti: al Bayern o alla Juve, al calcio nostro o a quello della Champions che potrebbe già regalare qualche brutta sorpresa.
Appunto, T come Luca Toni: retrocesso dal Bayern a vecchio arnese rifilato alle squadre minori. Eppoi ognuno sorrida come gli pare quando Louis Van Gaal, l’olandesone che sta sulla panca tedesca, se la cava con un inno all’ovvietà: «Il nostro amico Luca Toni non ci sarà perchè non è al 100 per cento. Un calciatore deve essere al top per giocare. E lui non lo è, al contrario di altri 4 attaccanti». Certo, non c’è bisogno di un ingaggio milionario per raccontarla così.
T come David Trezeguet, che pareva un vecchio arnese, un tesoretto da far fruttare rifilandolo a qualche squadra straniera, ed ora è tornato il risolutore finale di una Juve nei guai che, poi, fa il pari con i guai della Juve. Tre gol in campionato non sono soltanto un sigillo di successo, ma l’urlo di una certa Juve: quella che vinceva a dispetto di tutti e di tutto, faceva innervosire avversari e presidenti e ti lasciava sempre con l’amaro in bocca quando il francese ci metteva lo zampino. Non a caso Trezegol è soltanto a tre reti di distanza da Omar Sivori, che poi è stato il miglior cannoniere straniero della Signora: faccia di una classe pura e non dei giochi di prestigio dietro le quinte.
Stavolta la Juve dovrà ritrovare il suo effetto T, mamma Trezeguet portarsi una sacca di quei coriandoli insopportabili che spinge giù, dalla tribuna di Torino, ogni volta che il figliolo segna o ne combina una delle sue. I tre gol del campionato sono stati decisivi, ne servirebbe uno della serie. Meglio fidarsi del francese e lasciare Diego, Amauri e Del Piero in panchina. Trezeguet non è carnevalesco, ma dovrà fare un carnevale per lasciare i tedeschi a nervi scoperti e difesa in panne.
La Juve non può mollare punti al Bayern, sennò si ritroverà con la faccia pesta e i tormenti dell’affanno. Per assurdo, dopo le partite di stasera potrebbe aver faccia peggiore del Milan d’Europa. Il pari con il Bordeaux ha complicato la via, fondamentale far punti per evitare che i francesi se la godano e se la filino dopo aver battuto il Maccabi. Certo, il Bayern in campionato non è ancora gran cosa (6 punti dalla testa), ma potrebbe bastare. «Dovremo tornare a fare la Juve e rispondere sul campo alle critiche», ha sintetizzato Ferrara evitandosi altri luoghi comuni.
Sì, ci vorrà il Trezegol nuova vita: lui con tutto il contorno dei suoi puntigli, rabbie represse e idee ondivaghe. Basta riepilogare: l’idea di lasciare la Juve a fine stagione, poi rimeditata dopo il primo gol stagionale che gli ha riaperto il cuore, l’abbraccio e l’affetto dei compagni, lo sguardo di Ferrara, le pacche dei dirigenti, insomma quell’embrassons nous che lo ha convinto di essere ancora benvoluto e desiderato, soprattutto se il fiuto del goleador sarà tornato magico. La Juve crede a lui e a Iaquinta, coppia di punteros che non avranno nulla da invidiare all’attacco del Bayern, necessari per sostenere il gioco di un centrocampo che dovrà essere corazzato contro i cingolati tedeschi, irrorati guarda il caso da un altro angelo custode francese.
Già, se la Juve ha Trezeguet, il Bayern si fida e si affida a Ribery. Come dire: Germania-Italia in salsa francese. Con un solo bon bon che sa di scaramanzia. Van Gaal ha preso sempre sberle dai bianconeri (vedi finale di Champions ’96 e semifinale dell’anno dopo). Ribery ha brutti ricordi di Buffon e dell’Italia d’azzurro unita (Chiellini, Camoranesi ecc...). Chissà se va. Anche stavolta.