«L’alt agli incentivi? Un bene per l’auto Ora si deve investire»

Le vendite di auto in caduta libera, i concessionari allarmati e gli stessi top manager alla guida delle case alle prese con la criticità del momento e le incertezze del futuro. Lo stop agli ecoincentivi continua a creare scompiglio e forti timori. Domani si conoscerà il dato sulle immatricolazioni di maggio e le attese sono ancora una volta negative. C’è però chi, tra i numeri uno dei gruppi automobilistici che operano in Italia, ha un pensiero «controcorrente».
Ritiene, cioè, che «la situazione attuale può rappresentare un’importante opportunità» e che «bene ha fatto il governo a premiare con i bonus all’acquisto i vari prodotti virtuosi di utilizzo comune», come gli elettrodomestici. «Perché puntando ancora una volta sulle automobili - afferma Giuseppe Tartaglione, presidente di Volkswagen Group Italia - il nostro settore sarebbe stato considerato privilegiato e quindi ulteriormente demonizzato».
Lei, quindi, prende le distanze da quelli che - per la verità un po’ tutti - parlano di momentaccio per il mercato italiano?
«Non lo ritengo completamente un momentaccio, un mercato da due milioni di vetture non può essere in quella grande crisi di cui si continua parlare».
E allora?
«Dico che bisogna cercare di restare competitivi. Solo rispettando le regole della competizione e, quindi, investendo soprattutto con coraggio si può uscire da questa situazione»
A sentire numerosi suoi colleghi, tutti amministratori delegati di altre case automobilistiche, emerge una fortissima preoccupazione.
«Faccio un paragone: a Natale si mangiano tanti panettoni e il mese successivo meno, ma ciò non vuol dire che si deve per forza morire di fame. È tutta questione di programmazione, alla luce di vendite prima elevate e poi più basse. Insomma: c’è il periodo delle cicale e quello delle formiche. E noi vogliamo restare tra le formiche».
La sua opinione sugli ecoincentivi?
«Non risolvono il problema, ma lo spostano. E così il problema diventa sempre più grave perché, intanto, si è perso del tempo prezioso ritenendo a torto di stare bene grazie a quegli aiuti. Le crisi sono un’opportunità, consentono cioè di ristrutturare un’azienda allo scopo di uscirne bene e con maggiore foza».
In difficoltà c’è soprattutto chi ha scommesso parecchio sulle alimentazioni a gas...
«Non si possono fare piani strategici sull’incerto. Su certi prodotti, come quelli ad alimentazione alternativa, occorre un programma europeo visto che portano importanti benefici all’ambiente».
Qualcuno potrebbe dire che lei parla così perché ha alle spalle un grande e potente gruppo, lo stesso che tra qualche anno sarà numero uno nel mondo.
«Rispetto i colleghi e penso che ognuno sarà in grado di affrontare le difficoltà. Non mi attendo rese. Anzi, sono certo che diventeranno più aggressivi».

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