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L’altra sfida: giovanissimi e fidanzate

Un’ora e mezza di show al Teatro Nuovo di piazza san Babila per lanciare la candidatura di Letizia Moratti. Platea piena e un Silvio Berlusconi in gran forma che canta in dialetto Nostalgia de Milan e ringrazia l’ex sindaco Gabriele Albertini per aver lasciato una città «con i bilanci in ordine». Poi la Moratti per i suoi cinque anni che consegnano una Milano «ancora senza addizionale Irpef, dove i biglietti del tram non sono stati aumentati, l’acqua costa meno e non c’è la tassa di soggiorno». Berlusconi capolista? «Supereremo le 53mila preferenze» dell’ultima volta. Ma il discorso del premier è soprattutto una dichiarazione d’amore alla sua città. Quella che è stata e quella che sarà, «capitale morale ed economica del Paese. Per un’Italia liberale, democratica e giusta». E poi l’amarcord col negozio delle meringhe dove adesso c’è Tim e quello delle pipe, le macerie dei bombardamenti, Angelo Rizzoli e il Corriere della Sera, Bettino Craxi «d’origini siciliane, ma milanese doc», il Milan in serie B e Mourinho («lui mi piace quando dice zeru tituli»). L’infanzia felice all’Isola e «i passeri che a Milano invece di cantare tossiscono». Poi Berlusconi canta in dialetto Nustagia de Milán, la famiglia sfollata in Svizzera per la guerra e la canzone che mamma Rosa «ci insegnava quasi fosse l’inno nazionale».


«Lavoreremo per azzerare il numero dei clandestini», fa impazzire l’applausometro del Nuovo la Moratti che presenta i «cento punti» del prossimo programma e ribadisce la linea del «no agli irregolari e sì a chi si vuole integrare». Col capolista Matteo Salvini che dal palco ribadisce quanto la Lega sia «convintamente al fianco di Letizia».

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