L’anticultura degli anarchici a Lettere e Filosofia

Ritorna alla ribalta, grazie anche all'articolo-denuncia sull'aula «anarchica» di via Balbi 6 pubblicato su Il Giornale, l'annoso problema del «degrado» della Facoltà di Lettere e Filosofia. Sono circa dieci anni che Lettere è abbandonata a questa triste deriva dalla legalità e dal decoro. Non è la prima volta che «aule studio», quindi aperte a tutti, vengono monopolizzate da questi groppuscoli di anarchici, (che tuttavia non rispettano, e spesso sconoscono, i valori cardini, sia filosofici che storici, dell'anarchia internazionale) animati solamente dal desiderio di un basso divertimento, abusando dei mezzi messi a disposizione dall'Università, e di poter impunemente far uso di sostanze illecite. Non avendo alcuna base culturale, ma consapevoli che la loro unica forza nasce dagli appoggi di certi ambienti associativi e politici legati alla sinistra radicale, portano avanti alcuni «dogmi» composti da un misto di antiamericanismo, pacifismo militante (quindi «armato»), libertà sociali (in realtà tutelando solo figure quali il clandestino, il carcerato, il drogato), antiglobalizzazione (quando loro stessi sono figli del mondialismo e la loro massificazione intellettuale e il loro cosmopolitismo estremo rappresentano l'aspetto maggiormente da combattere della globalizzazione).
Tutto ciò sfocia in un'anticultura, fortemente antinazionale e liberticida, e nell'odio sociale, dimostrato dal barbaro accanimento nei confronti del «vessillo nemico», in questo caso rappresentato dalla bandiera di Forza Italia. In mezzo a tutto questo le autorità universitarie e i professori versano da anni nell'ignavia più totale. Mai un provvedimento serio, mai una presa di posizione netta. Forse perchè alcuni provengono dal lato oscuro della rivolta del '68, che gli permise di raggiungere le agognate poltrone, e sono ancora intenti a difenderne non solo i valori, ma anche le conseguenze. Certo è che, di questo passo, difficilmente un neo-laureato presso la facoltà di Lettere e Filosofia a Genova porterà in visita nella sua vecchia facoltà i colleghi provenienti da altri Atenei senza provarne vergogna.
Pres. Prov. Azione Giovani
(movimento giovanile di AN)