L’ariete Marcus messo a morte dai bimbi che l’avevano cresciuto

L'ariete Marcus non ce l'ha fatta. Nonostante le proteste giunte da ogni parte è stato messo a morte da un singolare plotone d'esecuzione: bambini delle scuole elementari. Già, proprio loro, che lo avevano allevato, ne avevano seguito la crescita, gli avevano dato da mangiare, lo avevano curato, quando è stato il momento di decidere se tenerlo come animale da compagnia o tramutarlo in costolette, hanno votato. E ha vinto la maggioranza. Pollice verso. Marcus è stato macellato all'alba di ieri l'altro e la sua carne, venduta a un negozio, servirà ad acquistare nuovi animali da conoscere, allevare curare e probabilmente ancora macellare. A nulla sono valse le proteste di migliaia di persone, compresa quella del comico Paul O'Grady che si era offerto di trovare una fattoria dove tenere l'agnellone fino alla fine della sua vita naturale.
I bambini della scuola elementare Lydd a Romney Marsh, nel Kent (UK) hanno deciso che la sua giusta fine fosse quella di tramutarsi in carne da mettere all'asta e da vendere al migliore offerente. Gli animalisti hanno affermato che è straziante permettere a dei bambini di allevare il montone e poi guadagnare soldi dalla sua carne venduta dopo averlo fatto macellare. La scuola invece, che si trova in una comunità agricola, difende la decisione di educare i bambini a conoscere il ciclo del cibo.
«La decisione di fare polpette del montone (previamente castrato) - ha detto la maestra Andrea Charman - ha avuto il supporto del consiglio scolastico e della maggioranza dei genitori. Quando abbiamo impiantato questa comunità agricola scolastica nella primavera di quest'anno, era prevista, per i bambini, un'educazione completa sugli aspetti della vita e della morte che si succedono in qualunque allevamento di animali per uso zootecnico e i bambini hanno avuto tutte le opportunità di discutere quest'argomento, sia per quanto riguarda gli aspetti etici sia per il ciclo di produzione degli alimenti».
Dove e quando di preciso Marcus sia stato macellato non era inizialmente stato divulgato, mentre la preside aveva negato che i bambini fossero stati accompagnati in visita a un macello. Ora, si sa che a macellare Marcus è stato Simon Leadbeater, il quale, intervistato dalla stampa, ha affermato che non c'era scelta migliore, perché l'animale, nel giro di pochi mesi, si sarebbe trasformato in un killer. Forse il macellaio dimentica che, nei confronti del killer, ha più a che fare lui che non un agnellone castrato e allevato a mano fin da piccolo.
Ora la polemica monta ogni giorno di più e la Procura distrettuale della zona ha iniziato a investigare e a tenere sotto controllo la scuola a causa delle minacce, che arrivano dal Net, di incendiarla. I genitori, che a maggioranza, avevano votato per l'abbattimento di Marcus cominciano a sgranarsi. Avanza l'ipotesi che quella maggioranza sia stata un tantino forzata dalla preside di cui molti chiedono insistentemente le dimissioni. Numerosi genitori riferiscono che i loro bambini sono rimasti sconvolti dall'uccisione di quello che per loro non era altro che un cucciolo con cui, fino al giorno prima giocavano. I gruppi di Facebook in difesa di Marcus si stanno scatenando e arrivano a minacciare seriamente la preside, ritenuta insensibile e priva di alcuno scrupolo morale, per aver permesso a bambini ancora privi del necessario equilibrio mentale di cadere in confusione su questioni etiche verso cui sono troppo acerbi. «Dovevano lasciare vivo Marcus e mandare in macello la preside», ha scritto Katie Doolittle. Forse un tantino esagerato, ma di una cosa sono certo. L'asta per le sue costolette sarebbe andata deserta. Troppo magra.