L’arte che non sbaglia un colpo

«C i sono più premi Oscar che incisori!» esclama Cesare Giovanelli, incisore lui stesso di armi, soprattutto fucili da caccia e metalli in generale da quando aveva 13 anni («sono l'ultimo di otto figli. Anche mio padre era rifinitore di canne per la Beretta»). Dice, più precisamente, che «in tutto il mondo gli incisori sono meno di mille». Forse è un numero eccessivamente ridotto, ma è pur certo che la Bottega Incisioni di Cesare Giovanelli, in località Magno a Gardone Val Trompia in provincia di Brescia, si trova in uno dei luoghi che racchiude la più alta concentrazione di questi maestri incisori. «Ogni territorio ha le sue particolarità: in val Trompia c'erano i Triumplini, che un tempo vivevano di pastorizia e lavoravano nelle miniere- spiega-. C'era tutto in abbondanza, in quella zona: non sono mai mancati acqua, ferro e carbone. Attorno al fiume Mella si svilupparono, nei secoli, diverse attività, come quella della fusione dei metalli. Il forno di Tavernole, ad esempio, fu visitato persino da Leonardo Da Vinci».
La ricchezza e l'abbondanza di materie prime portarono la zona a svilupparsi velocemente. Durante il dominio della Serenissima si produssero chiodi per le navi, o borchie per le porte, oltre che canne per i fucili: la Repubblica imponeva a Gardone solo ed esclusivamente la produzione di quella parte dell'arma, però, perchè l'assemblaggio completo veniva fatto a Mestre. Dal 1800, sotto Napoleone, inizia a fiorire l'artigianato locale e, nel Novecento, saranno i belgi i primi maestri incisori a permettere la formazione di una maggiore consapevolezza e bravura nella costruzione delle armi.
Il paese di Gardone Valtrompia è conosciuto in tutto il mondo per tale settore dell'artigianato, e vede, oggi, più di cinquemila addetti impegnati nelle varie lavorazioni per un fatturato di centinaia di miliardi, che interessa per il 75 per cento il mercato estero.
La bottega di Giovanelli copre un aspetto molto interessante della produzione di armi e non solo: realizza l'incisione su metallo di loghi, monogrammi o scene complesse, per personalizzare vari oggetti. Nata nel 1976, ha avuto come clienti personaggi come il cosmonauta Neil Amstrong dopo il suo sbarco sulla luna, o come il presidente Bush, la Ferrari, Mitterand, fino a Papa Giovanni Paolo II (per cui ha realizzato un particolare crocifisso). «Lavoriamo sull'oggetto, non lo realizziamo completamente. L'incisore lo impreziosisce, lo rende esclusivo». Anche all'uso spesso strettamente personale degli oggetti incisi è dovuta la generale ignoranza su cosa sia esattamente il mestiere dell'incisore: «Per secoli armi, amuleti in oro e oggetti privati venivano portati nelle tombe, quindi sparivano...» racconta.
Al momento arabi e russi sono i clienti principali della bottega, «Mi chiedono soprattutto animali inseriti in diversi paesaggi naturali -spiega Elena Gassi, che crea il soggetto personalizzato per ciascun cliente-. Ma mi è capitato anche chi volesse una ballerina di lap dance sul fucile, e una volta dei russi mi hanno chiesto di rappresentare un teatro, di cui mi hanno mandato la foto via fax, e il nome del teatro scritto in cirillico... è stato un po' complicato identificarlo precisamente, ma alla fine sono riuscita». Qui Giovanelli ha fondato l'unica scuola-bottega d'incisione gratuita in Italia, insieme ai dipendenti si trovano sempre tre allievi: «tengo molto all'insegnamento. Quando formo delle persone, chiedo che poi anche loro insegnino gratuitamente. Alcuni lo fanno e altri no». Il vero spirito di bottega è questo: s'impara dagli altri, e poi si diffonde. «Vengono da tutto il mondo per fare pratica, al momento ci sono due ragazzi italiani. Questa è l'unica scuola al mondo che insegna solo incisione. Non ho voluto contributi perché voglio essere libero di selezionare chi entrerà o meno a studiare. Io stesso a tredici anni sono andato ad imparare da un incisore che lavorava alla Beretta. Sono rimasto orfano che avevo 15 e 17 anni -racconta ancora-. Mi sono sposato a 23, ma a 16 anni insegnavo già ai ragazzi più piccoli di me. Ho avuto tre figlie. Ci sono stati periodi in cui lavoravo dodici ore al giorno: dalle 8 alle 12 insegnavo, e dalle 14 alle 22 ero collaudatore alla Beretta».
Per realizzare una bella incisione sono necessarie minimo 120-130 ore di lavoro, si spendono all'incirca 5mila euro: «Ma è molto difficile e generico stabilire una media di prezzo -spiega Dario Cortini, che coordina il lavoro in azienda-. Si può spendere anche molto di più, ed esistono incisioni da un centinaio di euro, ma non sono eseguite manualmente».